Breaking News L'editoriale — 26 dicembre 2011
Cuba libererà 2900 detenuti

IT: In una nota Ufficiale, il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, ha reso noto che saranno liberati 2900 detenuti.

ESP: En una nota Oficial, el Consejo de Estado de la República de Cuba, dio a conocer que 2900 presos serán liberados.

Fonte foto internet

 

Cuba ufficializza visita del Papa entro Pasqua 2012.

Cuba studia una riforma per facilitare i flussi migratori.

Cuba sblocca i mercati di compravendita più importanti, quali quelle di case e automobili.

Ovvio che c’è chi deve sempre vedere il bicchiere mezzo vuoto e non si chiede cosa abbia precluso a Cuba questa apertura e cosa ancora metta in pericolo una reale attuazione completa di queste liberalizzazioni. Purtroppo la considerazione trova una risposta volta al solito vicino statunitense, che nella propria immagine poderosa e forte non ha mai mollato la presa verso un isola che rappresenta un sol binomio: cambio-interessi. In questo binomio un diritto all’espatrio che può diventare anche minaccia. Impossibile da capire per giovani che in un’era tecnologica sono abituati a viaggiare, confrontarsi ed interagire con la curiosità di chi affronta culture diverse, sempre unite da un sol click.

Nonostante i detrattori che vi saranno sempre e comunque Cuba cambia.  Cambia con le difficoltà che la grande e pesante burocrazia porta con sé. Cambia grazie ad una classe dirigente che ha a cuore il proprio popolo e che diversamente dai moltissimi governi fantocci presenti in Latino America, ha avuto la capacità e caparbietà di tracciare un percorso definito. Cambia a rilento per tutti gli ingranaggi  non più necessari, per via di elementi tradizionali, per prese di posizione esasperate, ma chi non le ha.

Ora questa liberazione di massa. 2900 detenuti. In una nota Ufficiale, il Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba, ha reso noto che la liberazione deve considerarsi un gesto umanitario ma solo verso chi possiede dei requisiti ben precisi. I prigionieri che in un certo senso “meriterebbero” la scarcerazione sono persone che hanno pi di 60 anni, o con problemi di salute o che hanno messo in risalto durante la detenzione un comportamento dall’alto valore sociale e che comunque hanno già scontato una parte importante della pena.

Non sono stati inclusi, come prosegue la pena “salvo contate eccezioni, i condannati per delitti di Spionaggio, Terrorismo, Assassinio, Omicidio, Traffico di droga, Pederastia con violenza, Furto con forza in case abitate, Violazione e Corruzione di minori

Fuori luogo quindi la protesta del Dipartimento di Washington che attendevano la liberazione del cittadino statunitense Alan Gross, condannato lo scorso anno per attività di spionaggio contro lo Stato di Cuba. Alan Gross, avrebbe perso oltre 45 chilogrammi in carcere secondo i familiari, che si dicono profondamente allarmati e delusi dall’esclusione dalla lista di Alan. Sullo stesso Gross pesa  una accusa di 15 anni per aver favorito attività di controspionaggio, scontata in minima parte ed un reato molto grave sull’Isla se si tiene conto che le attività terroristiche, finanziate sovente dalla CIA e dai gruppi di Miami hanno provocato migliaia di morti tra i cittadini cubani.

Mentre  il Presidente Americano della promessa ripresa economica e del cambiamento progressista spende qualche giorno di “meritato” relax sulle isole Hawaii, il Segretario di Stato Hillary Clinton continua a condannare e a questo punto si può pur azzardare, farneticare,dal momento  che non si capisce bene cosa impedisca oramai di normalizzare i rapporti con Cuba se il blocco è uno strumento mantenuto realmente per gli interessi del popolo cubano. Credo che le risposte alle tanto domande siano sin troppo palesi, a meno che non vi sia una posizione intellettuale dell’individuo che cozza in qualche conflitto di interessi ideologico prim’ancora che economico.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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