Breaking News U.S.A & America Latina — 27 settembre 2012
CUBA: “LA VICTORIA ESTRATEGICA. POR TODOS LOS CAMINOS DE LA SIERRA”

di Ines Cainer

La victoria estrategica è il titolo dell’ultimo libro di Fidel Castro, pubblicato nella capitale cubana da “La oficina de Publicaciones del Consejo de Estado, 2010” ed è un’edizione realizzata dal Gruppo Creativo del Partido Comunista di Cuba.

Già, sembra impossibile. I Partiti Comunisti di tutto il mondo, o presunti tali, portano avanti ciò che era rappresentato dalla falce e dal martello con la vista e la gola rinsecchita da quella polvere che si alzò subito dopo la caduta del muro di Berlino. Il partito comunista cubano invece è in piedi da 53 anni , vivo e vegeto, continuando a creare e insegnare , utilizzando il metodo marxista della uguaglianza tra i popoli. E perché a Cuba nonostante tutto, nonostante il comunismo abbia   visto il tramonto in molti paesi, nell’isola “revolucionaria”   continua a palpitare nei cuori del suo popolo e non solo, di FIdel e Raul ?

La risposta a mio avviso nasconde un fatto clamoroso il quale dimostra che non è la teoria di Marx a fallire, ma gli uomini che l’hanno messa in pratica; talvolta ambiziosi, assetati di potere e corrotti. Questi sono solo alcuni aggettivi tra i tanti che si potrebbero usare per delineare la personalità di molte persone pseudo comuniste che hanno con il loro egoismo ( per usare un eufemismo) decretato il crepuscolo del loro credo , aggettivi che comunque, e la storia ce lo insegna, che mai hanno toccato la persona di Fidel Castro. Questa probabilmente è l’unica risposta possibile.

 Fidel Castro, entrò all’Avana il 1 gennaio del 1959, assieme a suoi compagni di lotta, amati da tutto il popolo cubano, dopo 25 mesi di “guerra de guerrilas” nella Sierra Maestra. Ovviamente non tutti apprezzarono la nuova linea politica dei “barbudos”; i borghesi subito dopo il trionfo revolucionario abbandonarono l’isola per continuare dalla Florida la nuova guerra contro la nuova Cuba. Lo fece anche sua sorella Juanita che ingaggiata e proficuamente pagata dai mafiosi della Florida, girò il mondo per denigrare l’immagine di suo fratello. Ma nulla di fatto, “i barbudos” continuarono nonostante tutto, conquistando anche la simpatia l’approvazione ed il rispetto di milioni di persone.

La vita di Fidel ‘e talmente intensa, talmente vissuta, cristallina e piena di eventi, che sembrerebbe impossibile che un uomo in una sola una vita sia riuscito a fare tanto. Solamente con le vicissitudini inerenti al trionfo della “revolucion” basterebbe a riempire libri e libri di aneddoti ed esperienze varie.

 Da quella gloriosa data non si ‘e mai fermato. Il Lider Maximo ha affrontato dolori e lotta politica in ogni momento della sua vita, dedicando al sonno solo quattro ore al giorno, dormendo sempre in posti diversi per evitare quella mania persecutoria degli americani che lo vorrebbero morto e che per fortuna, o meglio per la efficienza dei servizi segreti cubani, mai ci sono riusciti nonostante lo abbiano intentato più di 600 volte.

La grandezza morale di Fidel si percepisce da subito. Una delle prime leggi del governo revolucionario fu di mettere in atto la riforma agraria, come aveva promesso al suo popolo dalle alture della Sierra Maestra. Lui, per dare un segno tangibile del cambiamento avvenuto fece confiscare anche la terra appartenuta alla sua famiglia che fu divisa tra i contadini poveri dell’isola.

Nel 1961 il mondo si stupisce quando nell’aprile di quell’anno l’esercito della piccola isola riesce a far ritirare gli americani che tentarono di invaderla entrando dalla “Bahia de los Cochinos”; possiamo dire che fu proprio una figuraccia per il paese a stelle e strisce il quale possiede e possedeva il maggior potere bellico del Pianeta.

Lì, capo fila con suoi soldati Fidel come sempre era in prima linea.

Ma non solo.

La crisi di Ottobre, conosciuta come la Crisi dei missili nel 1962, periodo nel quale il mondo è stato molto vicino ad una guerra nucleare, in prima persona gestì questo momento difficilissimo. Mentre il mondo tremava davanti agli eventi, i due colossi ( USA – URSS) discutevano e si minacciavo mutuamente, Cuba era lì, tra loro come un prezioso giocatolo.

Si racconta che nella giornata clou di questo gravissimo scontro tra le due super potenze, Fidel abbia usato più volte la parola “coño” che nel resto di tutta la sua vita.

Non vacillò neppure nel momento in cui, tra l’Unione Sovietica e la China di Mao scattò un serio conflitto per motivi di frontiere; Fidel, come si dice usualmente, si da “il lusso” di far salire in un aereo quattro diplomatici russi, espellendoli da Cuba.

Raccontare Fidel non ‘e impresa facile. Si potrebbero riempiere mille pagine, senza arrivare ad una conclusione soddisfacente. Resta certo il fatto, che è un uomo incomparabile. Oggi si gode il “riposo del guerriero” ma non del tutto: i suoi scritti sono sempre vere perle di saggezza e delle vere rivisitazioni storiche da parte di chi la storia l’ha vissuta sulla propria pelle. Con la sua superiorità d’intelligenza si permette domandare alla più grande autorità ecclesiastica: cosa fa un Papa?. Un ritiro sicuramente non noioso e vacuo ; con la sua “penna ribelle” continua a infondere coraggio ai Paesi Latinoamericani perché si ribellino all’Imperialismo.

 Un fatto poco conosciuto è la quotidiana conversazione telefonica con Hugo Chavez, presidente del Venezuela, (Informazione che ho presso dalla viva voce di Chavez in una piazza del Venezuela). Conversazione nella quale oltre che a suggerire stratagemmi politici al suo amico fraterno venezuelano è anche motivo di svago e di interscambio di opinioni

Indubbiamente Fidel Castro è secondo la mia modesta opinione, il più grande uomo della storia del 900, sicuramente l’unico che è riuscito a opporsi al Capitalismo rimanendo vivo e non sconfitto. 53 anni portando in alto la bandiera della giustizia sociale, offrendo al suo popolo la dignità che meritano tutti gli esseri umani di questo pianeta.

Purtroppo ci sono anche “i dissidenti”. Dico purtroppo anche se trovo giusto e legittimo dissentire da qualsiasi presa di posizione se discordante dalla propria, ma mi chiedo a chi vogliono convincere questi personaggi ormai passati di moda e anacronisticamente fuori luogo? La Yoanis Sanchez che continua a diffamare il governo dalla sua comoda sedia della sua casa dell’Avana, dove vuole arrivare e quante cose alimentate dalla sua sete di denaro dobbiamo ancora sopportare?

Cuba non è l’Unione Sovietica, chiunque voglia con un passaporto valido può entrare nel paese e vedere di persona “il modus vivendi” del popolo cubano lo può fare, e sicuramente potrà capire e carpire le conquiste di un popolo provato ma ancora in piedi ed in stato di guerra da oltre 50anni.

Lunga vita al compagno, Comandante Fidel Castro. Comandante a te va il mio eterno ringraziamento per aver contribuito a migliorare il mondo, ma soprattutto per essere un punto di riferimento di tutti i paesi del Continente e dei paesi che ambiscono ad essere autodeterminati e liberi.

 

 

 

 

 

 

 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *