L'editoriale Viaggiare a Cuba — 22 marzo 2010
Cuba: la spettacolare Trinidad

Uno dei luoghi che ho avuto l’onore di visitare è Trinidad. Trinidad, una cittadina tanto pequena quanto famosa del centro Cuba. Un tesoro incastonato nello scenario unico della Valle de Los Ingenios, dove un cocktail di ingredienti d’una bellezza indicibile, si amalgamano alla perfezione delineando quello scenario d’indefinita e sconfinata bellezza che rientra a far parte della lista dei patrimoni mondiali dell’umanità.

Trinidad è arte, storia, tradizione…magia.

Geograficamente, culturalmente, storicamente è una tappa d’obbligo per chi vola alla volta di Cuba.

Da lì a poco si aprono splendide spiagge, colline incontaminate, fiumi cristallini, vegetazione che ti accoglie e ti stringe al cuore.

E’ un luogo che appartiene a Cuba e che ha un Dna del tutto tipico perché come ogni luogo della vera Cuba ha il potere ipnotico in grado di rapirti il cuore e di dare un tocco velato all’anima contaminandola d’u desiderio di vivere e di profondo che nasce dalla semplicità che svanisce talora in noi.

Potrei iniziare a farne un itinerario dettagliato ma questo articolo è la sol parola Trinidad. Ho parlato d’una magia che invade corpo e mente laddove si cammina per le vie del piccolo borgo, dove l’orologio ed i punti di riferimento spaziali e temporali vengono meno.

Mi accingo così a farvi condividere alcuni passi del mio libro, un piccolo racconto che si rifà a quel che fu il mio primo viaggio a Cuba, quando, toccai Trinidad, una scossa mi contaminò d’una fonte d’energia che non ha più abbandonato.

PASSO 1

…Il tavolino su cui poggio con i gomiti il peso morto della capoccia va ad arredare il giardino interno, con sobrietà e buon gusto. Circondato dalle mura in pietra m’arrampico con lo sguardo sulla rampa di scale che sfocia in un corridoio lungo e stretto. Due porte bianche di legno, col bianco stagionato che ha lasciato l’impronta gocciolante di quando era giovane e fresco. La seconda ci introduce nella nostra splendida abitazione.

Poco più su, tra le tegole infuocate dal calore sprigionato dalla vicinanza dell’astro, scorgo Pavel intento a far decollare un aquilone che proprio non ne vuole sapere d’issarsi in volo. Ride spensierato con un amico, in equilibrio precario per la pendenza del tetto, si muove con disinvoltura, incurante del rischio; lo sguardo è perso in sogni senza pretese, incorpora un’evidente felicità, la esterna con naturalezza, senza curarsi e prendersi la briga di metterle la museruola per timore possa dileguarsi o estinguersi. Forse ha capito più del sottoscritto e non perde tempo a rovinarsi il presente per pensare al futuro; legare un’emozione, uno stato dell’essere è incitarlo a dissolversi e svanire.

Chi ha tempo di cercare di scovare la felicità è perché non si lascia andare, non si lascia possedere dal corso degli eventi. La vita non va affrontata ma vissuta, va gustata fin che ce n’è. E’ una batteria, di quelle non ricaricabili. Se la custodisci per proteggerla dall’usura rischi d’azionarla troppo tardi e di trovarla scarica, vuota, senza alcunché da offrirti. E così perdi il giro, passi, hai bruciato il tuo tempo, le tue opportunità, la possibilità di conoscere cosa vuol dire lasciarsi andare al corso degli eventi e aver modo così di conoscere la paura, la gioia, la rabbia, l’amarezza, il desiderio, l’appagamento, la fame, l’entusiasmo, l’euforia…

PASSO 2

Plaza Major si anima di vita, s’inebria d’un rincorrersi di ritmi e note, domina gli animi e le menti dei presenti con balli sensuali, musica e spettacoli dal vivo; basta alzare lo sguardo andando oltre la scalinata e si resta stupiti da come sia a sua volta la stessa Plaza ad essere dominata da un universo calmo e piatto, malinconico e triste.

La luna illumina le colline disseminate a macchia d’olio tutto intorno, rendendo quel verde così diffuso, tinta segreta ed invalicabile.

Sento l’uomo stretto nella morsa tenace d’una natura ancora gioviale ed energica, lontana parente dell’albero rachitico e stanco che s’interroga se Verona fosse un luogo più gioviale ai suoi simili un tempo. Lo abbraccio nel suo dolore, asciugo le lacrime che versa per la desolazione e i tempi andati

Mi stringo intorno alla piazza, intorno alle debolezze d’ognuno; mi guardo intorno per qualche attimo spaesato, rivolgo un sorriso di finta intesa ad Hugo che chissà da quanto tempo è lì a parlarmi…

PASSO 3

…Al di fuori e anche all’interno dello stesso punto vendite, sono numerose ed insistenti le donne e un gruppetto di ragazzine che ha dimenticato di tener alto il senso di dignità e del dovere del proprio popolo. Chiedono la carità e pascolano in cerca d’elemosina, consapevoli che un paio di dollari spillati qua e là, rappresentano già una paga che nessun medico dell’isola è in grado di racimolare. Il turismo ha avuto un forte impatto su uno dei luoghi più visitati, per la storia che custodisce  e per la vicinanza a molte spiagge famose.

Come si dice, il male è ovunque, generato dalla gente debole e dalla mancanza di virtù.

Non posso credere che la privazione sia una giustificazione al comportamento tenuto da queste persone; al loro fianco scorrono visi stanchi e sudati, ma laboriosi, cubani che non esitano a sostenersi, tra mille difficoltà, sulle proprie gambe, facendo girare il mulino con la volontà e la convinzione che rende nobile l’uomo. Il contadino sul carretto, trainato dal cavallo, procede e non discorre, è stanco ma non vinto, osserva ma non partecipa; mai ha pensato d’accettare soldi per il solo valore cartaceo, abbassandosi a culture diverse, inconsciamente povere.. Il popolo di Cuba lavora tra mille ostacoli, i nullafacenti sono solo l’ennesimo scoglio da superare.

Il popolo vero di Cuba, è gentile ma non servile.

Proseguendo per Calle Izquierdo si va ad incrociare calle Antonio Maceo per sbucare direttamente in Piro Guinart, all’altezza di Calle Indipendencia. Noi decidiamo invece di visitare il graziosissimo mercato dell’artigianato, posizionato all’aperto, proprio di fronte alla Casa della Trova. Ci circondano un’infinità d’oggetti locali, tipici, souvenir del luogo su cui noto ricami e un’infinità di sete lavorate da abili mani esperte, ma anche tanti braccialetti, collane e altri oggetti creati con corallo nero e con guscio di tartaruga. Artisti espongono orgogliosi le proprie tavole da disegno, quadri che s’ispirano a luoghi mai visitati prima, fantasia di chi vive raccogliendo il necessario dalla visione immaginaria d’altri mondi.

Poco dopo clacson che strombazzano, frastuoni e schiamazzi accompagnano la marcia solenne d’un automobile d’epoca, rossa fiammante, scoperchiata, seguita dall’anziana truppa disposta in fila indiana, ad esibire i colori e la classe coloniale di tanti decenni addietro. La sposa sfoggia felice un vestito nuziale, probabilmente vestito anni addietro dalla madre.

In mano ha un mazzo semplice di fiorellini, lo sguardo non osserva nulla in particolare, ma cataloga i momenti indimenticabili che gli scorrono davanti. Palloncini attaccati ad ogni portiera, ad ogni appiglio sventolano felici. Musica allegra, latina, ben ritmata si ripercuote negli schiamazzi euforici dei presenti.

E’ un matrimonio, stile cubano, ovviamente…

PASSO 4

…Domina il silenzio, scema il sole, scende la luna.

La sera è la replica della precedente, con qualche confidenza in più del creato circostante. Dissipato il senso dell’ignoto, padroneggia la consapevolezza, non ancora completa, di inglobare la vita in un monotono schema d’arida routine, bensì fertile e promettente. L’ambiente intorno a me è ancora denso per nuovi spunti, le idee non si rivelano solo false partenze, non vi sono vuoti di pensiero, ma solo quelli delle bottiglia di birra che stringo tra le scarpe.

Qui seduto, nelle danze d’una notte stellata, cala il sipario all’orizzonte e si dà il via all’allestimento d’una nuova scena, a sorpresa, per il pubblico, e per gli stessi attori, ignari di recitare il ruolo di protagonisti….

NDR: Il libro è protetto dai diritti d’autore SIAE. Non è pertanto permesso riprodurlo in ognuna delle sue parti, anche parziale.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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