Cuba: fermata Yoani Sanchez. La provocatrice stava orchestrando l’ennesimo teatrino antigovernativo

ENG: Famous Cuban dissident blogger Yoani Sanchez, 37, has been arrested Thursday in Bayamo, a Cuba’s eastern city. The pro-government blog, Yohandry.com, said she was arrested with her husband because they planned a “provocation” and “media show” that could endanger the credibility of the trial.

ESPLa bloguera crítica cubana Yoani Sánchez y su esposo Reinaldo Escobar han sido detenidos cuando intentaban llegar a Bayamo para realizar “una provocación y un show mediático” para “perjudicar” el desarrollo del juicio contra realizar “una provocación y un show mediático” para “perjudicar” el desarrollo del juicio contra el español Ángel Carromero. Carromero es juzgado  por homicidio imprudente por la muerte de los opositores Oswaldo Payá y Harold Cepero en un accidente de tráfico ocurrido en julio en el este de la isla.

Lo Stato cubano ha orchestrato di uccidere Oswaldo Payà? In egual misura Yoani Sanchez è un dipendente ben retribuito dalla CIA, con il solo fine di destabilizzare il governo cubano.

Questo non è un sito che ha impostazione politica a favore del governo cubano, non è fazioso ma non ha alcun timore di schierarsi dalla parte dei fatti. E i fatti non tendono tanto ad assolvere Cuba, quanto a smontare le tesi messe in piedi da cotanta ignoranza giornalistica. Chi fà un pezzo su Cuba spesso conosce poco, nulla, e vive di luoghi comuni. Che sia un telegiornale, una rivista o un quotidiano si sentono i soliti sostantivi conditi da aggettivi sterili. Si sente parlare di “regime”, “diritti umani”, “libertà”.

E noi siamo per la libertà dell’individuo, per il rispetto dei diritti umani ma anche per lottare contro la disinformazione, quella che pochi giorni fà aveva parlato di 4 giornalisti italiani arrestati a Cuba. Più che arrestati, sembrava quasi fossero stati sequestrati. Si era tralasciato che i giornalisti non erano in possesso di visto, quale basilare forma di autorizzazione per vedere riconosciuto la propria qualifica e quindi esercitare il loro lavoro. Addirittura si parlare che a Cuba il visto giornalistico “non te lo danno”. Insomma, informazione da quarto mondo, diciamo pure “da regime”.

Oggi la notizia dell’arresto di Yoani Sanchez. In realtà è solo un fermo. Tra qualche ora, dopo gli accertamenti tornerà libera e lei avrà molto altro materiale su cui scrivere, e potrà concedersi alla stampa estera in veste di martire sacrificata per una giusta causa. E la stampa becera la rincorrerà pronta a sostenerla incurante di cosa sia realmente più opportuno per il popolo cubano e senza analizzare la situazione nell’area latinoamericana confrontando i lati positivi e negativi della Cuba attuale con quella del resto del continente e senza tener conto della stime di cui Cuba gode nella stessa America Latina e non solo.

Quella blogger che mai abbiamo amato, perché non si capisce bene oltre quale sia l’intento reale dietro articoli monotoni e spesso falsi. E ne feci anche un articolo. http://thisiscuba.net/cuba-cosa-fa-yoani-sanchez/

Sia chiaro. Non siamo contro una reale e strutturata forma di alternativa politica cubana per i cubani. Ma speriamo proprio che non sia così sterile. Speriamo che l’alternativa non sia rappresentata da una blogger 37enne, che si limita alla provocazione, cerca incessantemente la polemica, ed è pronta a  farsi divinizzare dall’opinione pubblica mondiale con articoli che di propositivo non hanno nulla.

Il lavoro di Yoani Sanchez è nulla più che una cantilena di lamentele e luoghi comuni, di accuse infondate ed invenzioni (come l’aggressione subita i cui segni non si sono mai visti).

Un giornalista dice “Yoani rappresenta non più una dissidenza politica degli anni precedente, ma una dissidenza più umana…” cosa voglia dire non lo si capisce, dove voglia arrivare è chiaro da anni.

Yoani da anni continua ad attaccare incessantemente (ed infamare) il governo cubano accusandolo d’aver commesso un grave crimine e cioè di essere l’artefice diretto della morte in un incidente automobilistico di un altro famoso dissidente, Oswaldo Payà.  politico. L’incidente nasconderebbe in realtà un omicidio ingegnato appositamente per zittire e al tempo stesso intimidire la dissidenza. Questa pèr l’appunto la tesi degli ambienti vicino alla dissidenza nonchè alcuni familiari della vittima sulla stessa lunghezza d’onda del parente deceduto.

Ma la giustizia cubana, credenze irrazionali e scoop propagandistici a parte, continua a fare zitta zitta il proprio corso e a Bayamo procede col processo contro l’attivista spagnolo Angel Carromero accusato di omicidio colposo nell’incidente che ha portato alla morte il dissidente cubano.

Ghiotta occasione per Yoani Sanchez di recarsi a Carromero e continuare quell’attività denigratoria che svolge quotidianamente dandola in pasto, come succulenti bocconi, alla parte di stampa estera che si nutre di contatti e visite più che di fatti e coerenza.

E ora la Sanchez è interrogata per capire se voglia disturbare il normale svolgimento del processo in corso e se presti servizio giornalistico (in funzione di corrispondente irregolare) per delle testate straniere, quali, in quale modo e se voglia fare del processo uno show col fine di sabotarne il normale svolgimento.

Giulio Terzi, il Ministro degli Affari Esteri del Governo Monti ha dichiarato di sentirsi preoccupato a nome della società civile italiana, ha espresso solidarietà alla blogger Yoani Sanchez e si è detto pronto a discutere a Bruxelles sulla situazione dei diritti umani a Cuba. Quantomeno poco professionale schierarsi contro lo Stato di Cuba  senza accertare i fatti che hanno portato all’arresto. Quantomeno di malgusto, parlare di valutare eventuali misure da attuare, come se Cuba non fosse già abbastanza bistrattata dal bloqueo statunitense. A dir poco assurdo esprimere solidarietà per un fermo e intervenire di fatto nelle decisioni e quindi sovranità di un popolo con uscite di questo tipo. Suggeriamo al Dott. Terzi piuttosto di rafforzare la partnership commerciale con Cuba quale mezzo per sollevare l’Italia e gli italiani da una grossa crisi, sempre non sia anche questa colpa dello spietato comunismo dei fratelli Castro.

In ogni caso Yoani Sanchez da dove percepisce i soldi per collegarsi ogni giorno in internet? Da dove percepisce il denaro per curare il proprio blog quotidianamente? Resta il fatto che se lo stato cubano ha mascherato l’omicidio di Oswaldo Payà perché lo dice Yoani, è altrettanto vero che Yoani è un agente al servizio della CIA pronta a destabilizzare lo stato cubano perché lo dico io.

E sempre stando ad ud un medesimo criterio di riferimento, se i cinque cubani stanno pagando pene severissime per aver raccolto prove utili a sventare attentati a Cuba, così Yoani dovrà pagare con ben più di un fermo per aver svolto una attività finalizzata al bene democratico di Cuba.

Sempre perché lo dico io, con quello stesso atteggiamento costruttivo che mostra Yoani Sanchez nel proprio blog.

Anzi, così come Yoani Sanchez si sente in diritto di demolire senza alcun motivo  (ad onor del vero qualche motivo c’è e pare palese…)  o tanto meno “prova”, lo stato cubano, (e tutta la gente che quotidianamente lotta per migliorarlo), così noi ci sentiamo in diritto di bersagliare Yoani Sanchez con la differenza che qualche motivo esiste e si chiama informazione.

 foto: internet

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