Sport,Arte, Cultura & Scienza — 11 febbraio 2010
Cuba ed il mondo del latinoAmerica: un percorso storico fatto di musica.

Fonte foto: internet.

Tra le passioni che coinvolgono quasi tutte le persone sulla Terra non può mancare la musica, che risveglia emozioni assopite, ha il potere di catapultare in mondi di cui non si conosce l’esistenza, di utilizzare il giusto approccio epr affacciarsi ad essi, come se all’interno di ognuno vi fosse un linguaggio segreto da assimilare, delle regole impartite da un ritmo, fatto di storia più o meno recente e tradizione.

Ogni musica è quindi un linguaggio per ognuno e tanto sono infiniti sentimenti e stati d’animo tantopiù ognuno sente che un un genere riesce a trasmettere ed esprimere ciò che a parole non si riesce a condividere. Laddove quindi non arrivano le parole, inizio sovente di incomprensioni e limitatezza, proprio là arriva la musica. E come per ogni cosa, il rapportarsi a ciò che si sente ed unisce è un’esperienza di crescita continua.

Non ci sono preferenze nei più svariati generi, siano essi raggae, blues, rock, hip-hop, pop, funky, salsa, raggaeton, son e via dicendo.

Sono solo tanti linguaggi a differenti livelli di identificazione. Ma sono un unico grande mondo, in cui ci si ritrova e rispecchia.

Pensare alla musica ed a Cuba non può che permetterci di ripercorrere, sulla scia d’un evolversi di ritmi, note e percussioni,  l’evolversi di un popolo, le tradizioni e le influenze che ha vissuto, gli aspetti storici che ne hanno congiunto passato e nostri giorni.

Musica a Cuba è un aspetto sociale. Un aspetto che avvolge la quotidinanità  e si esprime a livello canoro contagiando e coinvolgendo corpo ed animi con i tipici balli che metà mondo cerca di riprodurre con amore ma mancando di quel pizzico d’originalità che scorre nel sangue cubano.

La riproduzione di aspetti culturali cubani sono nella nostra società molto sentiti ed è impossibile esimersi dal farsi condizionare da quest’insieme d’elementi originali che rappresenta un inestimabile patrimonio artistico.

Musica e Cuba. Uno spettacolo unico. I tipi di musica che possono essere associati alla tradizione cubana sono molteplici: il sòn, il danzon, la rumba, il montuno. Tutti accoppiano in modo inscindibile musica e ballo. Sin dai tempi del colonialismo spagnolo a Cuba schiavi ed indigeni usavano mescolare il ritmo a credenze religiose, rituali, feste e preghiere.

Possono nascere anche disquisizioni lunghe ed interminabile sotto l’aspetto storico del dove, del coem, del quando siano nati certi ritmi. La musica cubana è assimilata al folklore di pseudo talenti inespressi che nelle sale da ballo di tutto il mondo cercano qualche di sciogliersi con qualche passo di salsa e merengue. Lì tutto è cubano e ci si dimentica che il merengue in realtà è “propietà” dei vicini domenicani.

La musica cubana si può storicamente dividere in due grandi tronconi. Su di un versante poggia la musica definiamola del folklore, legata aglia spetti tradizionalisti della cultura africana, che nel dramma dello schiavismo riuscivarono a mantenere i propri influssi ed a radicare le loro radici anche in luoghi lontani dalla terra natia. Poggiata all’altro versante, si issa la musica popular, tipicamente cubana in cui appare la presenza  degli influssi europei colonizzatori. Questo filone porta ad ovvi sviluppi, importantissimi e numerosissimi, contaminazioni differenti ed a diversi livelli. I due versanti vanno incontro ad un’inevitabile contaminazione, dove violini e canti si associano ai ritmi e percussioni; qui nasce il danzòn tra danza e ballo. Nasce anche la storica rumba, che associa ritmi estenuanti puri africani ad altri espedienti tipici di un luogo già florido d’immaginazione e già amturo nel proprio essere contaminato e contaminante.

Le esigenze d’un instintività e d’una improvvisazione legata alla mancanza di strumenti porta alla creazione di Timbales, Tres e da qui via via verso un susseguirsi continuo di sviluppi, che col tempo sono diventati loro stessi radici e basi su cui radicare anni ed anni di innovazioni. E’ di questo momento infatti il nascere di un altro aspetto storico musicale, il Son. Un continuo progredire in decenni che conosciamo di diversità cultura e di aspetti sociali in continua mutazione. Come sappiamo la musica è la più classica delle espressioni artistiche, laddove il lato inconscio si lega alla consapevolezza dei propri drammi, delle proprie gioie, della realtà vissuta e si lega fino a diventare l’espressione d’una voce che si innalza e straborda, in cui l’animo manifesta la propria identità e lo trasmette in modo vigoroso.

Il Jazz arriva e ancora una volta lo si fa proprio, lo si intuisce o lo si integra come parte di un sistema sempre pronto ad accogliere. E poi ancora la salsa che arriva in ogni angolo del mondo, come espressione dell’intero continente latino.

Sino ai nostri giorni, dove ciò che è rimasto immutato è la necessità impellente della musica. Dove forse il vuoto sociale si ripercuote anche in una minor creatività artistica a livello qualitativo, ma dove l’interiorità di ognuno ne sente sempre l’impellente necessità.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. E’ talmente impressa la musica nella vita quotidiana dei cubani che amano inserire nel loro modo di parlare vocaboli o modi di dire estrapolati dai testi delle canzoni creando di fatto anche dei neologismi… Ricordo che in una canzone dei van van loro avevano coniato una nuova parola ” tunturuntu” che come un pasportout si poteva inserire in qualsiasi contesto ..

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