Breaking News L'editoriale — 23 febbraio 2011
Cuba e l’influenza dei media

IT: Mentre i dibattiti violenti su Cuba ed i loro attori non si stancano di predicare senza proporre, Thisiscuba.net desidera informare senza mescolarsi con i gruppi dei “solidali retribuiti”. Il teatrino pro/contro il Governo Cubano è sempre più in crisi d’identità. E’ giunto il momento di cambiare percorso per entrambi i paesi e di riportare ad una normalizzazione i rapporti bilaterali tra i due paesi .

ESP: Mientras los debates violentos sobre Cuba y sus actores no se cansan de predicar sin proponer, Thisiscuba.net desea informar sin mezclarse con los grupos de los “solidarios retribuidos.” El teatrino pro/cuentra el Gobierno cubano son cada vez más en crisis de identidad.  Ha llegadoel momento  de cambiar recorrido por ambas los países y de reconducir a una normalización las relaciones bilaterales entre los dos países.

Forse risulterà superfluo ribadire nel testo che segue, ciò che da sempre ThisIsCuba dimostra nella stesura  dei propri contenuti;  ossia il non essere schierati con nessuno.

Fonte foto: http://www.radionuevitas.icrt.cu

Quando si discute sulle tematiche che vedono Cuba  come attore principale,  i lettori   purtroppo,  già tessono  inconsapevolmente la loro critica utilizzando solo due colori : rosso o nero; senza notare  le innumerevoli sfumature cromatiche che cingono i fatti. La colpa fondamentalmente di tutto ciò é da attribuire ai media in generale, che nella fattispecie del caso, sono incapaci o non vogliono per svariati motivi, raccontare i fatti  oggettivamente e senza inglobare in essi  le più  disparate  influenze.

Se dalla parte dell’informazione statale  cubana esiste  una “regia” che filtra l’informazione,  dall’altra , quella della dissidenza,  risulta altrettanto improbabile potersi documentare  in modo corretto ed omogeneo.

L’informazione cubana per sua natura essenziale, ci ha abituati ad una stesura dei fatti spesso striminzita, a volte assente su temi che la vedono coinvolta. Al contrario la stampa cubana non esima nell’elogiare in modo sproporzionato le qualità  del paese risultando spesso  una fonte non attendibile. L’affermare che  sempre,  tutto va bene,  tramite articoli ad hoc, slogan ecc. è una pratica che Cuba adopera da molti anni.

La controparte, quella della dissidenza si adopera esattamente allo stesso modo anche se in antitesi, con solo un’aggravante che la rende eticamente insopportabile e cinica: l’immenso flusso di denaro che vi gravita attorno. Non mi si venga a raccontare che  i principali paladini della libertà , che chiedono un nuovo Egitto a  Cuba, come nel caso della famosa blogger cubana Yoany Sanchez,  agiscono per pura  solidarietà o per  ferreo  idealismo.

I toni accesi di cartelli "abusivamente" presenti per le strade di Milano

Abbiamo anche assistito ad un Andy Garcia che ha parlato di Cuba Libre utilizzando la vetrina sanremese. L’attore cubano ha abbandonato l’Isola dopo che il padre aveva sostenuto l’invasione americana della Baia dei Porci. Anche il programma alternativo di andy Garcia consiste nel cambiare un governo, limitandosi forse ad un copione scritto pieno di “buoni intenti”. Altrettanto odio, stavolta privo di stile, lo troviamo oggi a Milano, dove la protesta presunta è fatta colpendo il governo dell’Isola con epiteti sgradevoli. Tante condanne, ma anche qui, di programmi nemmeno l’ombra. Pare insomma che cambiare modello economico sia semplice come cambiare allenatore. Ci sono tanti ben intenzionati da una parte e dall’altra. L’uomo lavora sempre per cambiare lo stato delle cose. Solidarietà o profitto?

Quella della pura solidarietà è una favola alla quale, personalmente,  non credo più da tempo. Questa favola si è dissolta nella disperazione del continente africano violentato da anni di speculazioni da parte del mondo occidentale.

La dissidenza anticastrista extraterritoriale, gode di una organizzazione notevole  e soprattutto di tanto, tanto,  denaro da gestire ed investire.  Non si spiegherebbe  altrimenti  la produzione  di tanti libri a tema,   di tanti siti (con ingenti costi di gestione come nel caso di Generacion Y) , di tanti talk show , programmi televisivi,  film, trasmessi  febbrilmente nei canali televisivi Miamensi, o addirittura di applicazioni  per iphone e di mille altre cose che comportano un notevole dispendio di tempo e denaro,  che per loro natura, se  non  correlati  da un sostanziale tornaconto, cesserebbero dopo poco tempo di essere  creati e sostenuti.  È una regola basilare nel capitalismo, non una mia semplice affermazione. Qualsiasi investimento, l’economia insegna, è proiettato ad un ritorno d’utile a breve lungo termine. In questo caso la speranza è rendere possibili tutti quei potenziali investimenti economici che da mezzo secolo il Governo Cubano non permette.

Non voglio sostenere che nella dissidenza, propria dell’isola o extraterritoriale,  non vi sia chi vi crede fermamente nei propri intenti.  Non è questo il punto.

Forse un vero cambiamento, una ventata d’aria fresca  che gioverebbe ad entrambi i stati,  sarebbe quello  di cessare  la lotta mediatica che influisce negativamente sotto molteplici aspetti, nella normalizzazione dei rapporti bilaterali tra i due paesi. Valutare  poi a parità di risorse , come risolvere questa intricata situazione sarebbe essenziale.

Fintantoché  ciò non avverrà, saremo inesorabilmente lontani dalla tanto auspicata normalizzazione dei rapporti tra i due stati, e di Cuba purtroppo  sapremo solamente una accozzaglia di notizie già digerite e metabolizzate da chi le pubblica.

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Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

(1) Reader Comment

  1. Se lo spirito di thisiscuba rimane, lo condivido al 100%

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