Cuba e le Olimpiadi: i mille volti di una medaglia…vinta o mancata
Neppure lo sport riesce a placare l’ondata sterile di notizie faziose e strumentali  che investono la diatriba Cuba – USA anche nell’ambito delle Olimpiadi .

ESP: Tampoco el deporte logra calmar la oleada estéril de noticias facciosas e instrumentales que golpea “la disputa” entre Cuba – EE.UU. también en el ámbito de las Olimpiadas.

 

Che belle le Olimpiadi. in campo ci sono gli atleti, si scontrano, si battono, danno il meglio di sè, dietro un unico codice e regolamente, che tutti rispettano. E vinca il migliore.

Belle perchè non vi è polemica che tenga. 

Abbiamo festeggiato le tre medaglie d’oro di Cuba, quelle d’argento, così come quelle di bronzo. Applaudito chi pur non arrivando ad ottenere un posto sul podio, ci ha lasciato qualcosa, sia esso un gesto di sportività, uno sguardo intenso, la voglia di dare il massimo ed andare oltre, un pianto, un sorriso liberatorio.

Le Olimpiadi vincono sempre contro la politica, limitata per definizione, nella falsità e faziosità che la caratterizza. 

Emblematico l’esempio dell’atleta cubana Yarisley Silva, medaglia d’argento nel salto con l’asta. Un abbraccio con la “collega” statunitense, medaglia d’oro. 

Forse, in tutte le polemiche inconfondibili di quel gruppetto di “pieni di sè” che paventano lo spettro del nemico in ogni circostanza, se Yarisley non avesse abbracciato la statunitense, avrebbe parlato di un ordine  perentorio dato da un emissario di Fidel Castro all’atleta cubana. O forse al rientro in patria la metteranno nelle temibilissimi carceri cubane, insieme alle migliaia di prigionieri politici.

Nell’idiozia di queste menti che vanno a macchiare la genuinità dello sport, accuse gravissime piovute all’atleta cubano Dayron Robles, secondo cui avrebbe simulato un infortunio che lo ha costretto al ritiro. Il campione olimpico a Pechino avrebbe messo in pedi la mala sceneggiata per evitare di uscire sconfitto da cui incontro a cui partecipava in uno stato di forma non ottimale, o chissà quali pieghe s’instaurano nelle menti così fantasiose.

Ancora, spiccano i festeggiamenti di una figura di spicco della delegazione cubana, Mijaín López, che medaglia d’oro pochi giorni or sono, avrebbe omaggiato il dissidente Oswaldo Payà con il simbolo del Movimento Cristiano di Liberazione, gesto adottato anche Damas de Blanco, come riporta tellusfolio.it, luogo d’incontro per i round politici fantasmagorici.

Un estratto dell’articolo dell’autore nell’articolo in questione: 

Un omaggio a Oswaldo Payà, un segno che a Cuba qualcosa si sta muovendo in senso democratico, che la gente è stanca della dittatura e che gli sportivi vogliono far capire la loro distanza dal governo. «Questa medaglia è per il mio paese di Herradura. Questo è per loro, per Cuba», ha detto López. «Sapevo di poter vincere».Ha vinto due volte, a nostro parere, perché si è dimostrato un uomo libero e coraggioso.

Insomma, e io che pensavo che si parlasse di lotta grecoromana e di soddisfazione per essere arrivati a vincere un trofeo così importante dopo tanto sacrificio e allenamento. Quanti messaggi così chiari e nitidi, mi sarebbero sfuggiti…

Certo è che l’autore del pezzo diventerà pallido dopo aver visto quest’intervista, dove le due medaglie di Cuba ringraziano…Raul Castro, Fidel Castro, il Comandante en Jefe, insomma mi par d’aver capito che appoggiavano i dissidenti o no? A no, ora ho capito, questi ringraziamenti sono ironici, in realtà con questi ringraziamenti pongono l’attenzione sui crimini che avvengono a Cuba quotidianamente e denunciano l’operato scellerato del governo cubano…quasi stava per sfuggirmi ancora una volta il senso di fondo…

Ed eccola L’INTERVISTA

Questo non toglie che a Cuba ci debba essere un cambio pronto a pretendere da domani di interloquire con il Presidente Barack Obama, che lo metta alle strette ogni giorno, che faccia vedere come il fine ultimo sia risolvere le questioni sospese, che sia gareggiare per una medaglia d’oro che simboleggia la fine di un embargo e di tanti anni di tensioni diplomatiche…medaglia d’oro che si trova più probabilmente in una raffinazione del socialismo cubano, soprattutto a livello economico, che in  quelle “figurine sbiadite”, miti di facciata di sterili detrattori, quali le Damas de Blanco, o la blogger Yoani o la prossima icona costruita sulle tangentine di turno…

Consiglio? Godiamoci le Olimpiadi e godiamoci Cuba, al primo posto nel medagliere tra le Nazioni dell’America Latina…dicesi prove.

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(3) Readers Comments

  1. Bravo Luca, complimenti per l’articolo e complimenti a This is Cuba, per la qualità in generale.

    Stefano Guastella

  2. Come vede sono sempre qui che la seguo e leggo con attenzione i suoi articoli poiché credo che in fondo Lei e in buona fede e alla fin fine. Anche se questa volta mi sia scivolato un po’ facendo uscire anche in Lei il Fidel castro che vive in ogni cubano frasi come…che in quelle “figurine sbiadite”, miti di facciata di sterili detrattori, quali le Damas de Blanco, o la blogger Yoani o la prossima icona costruita sulle tangentine di turno…
    Tolgono valore alle cose e le idee alle quali Lei crede o pensa di credere. Chiunque potrebbe accusare anche Lei di essere un agente del G-2 cubano o addirittura che sia amico di qualche politico o seudo-intelletuale di sinistra che poi vanno avanti in dietro dall’avana ospiti dalla nomenclatura governativa cubana ecc ecc. A dir la verità ne ho conosciuti quando abitavo a Roma nelle feste ed eventi che organizzava la ambasciata cubana negli anni 90.
    Poi mi creda al dila delle sfumature personali di Lupi che per carità ognuno ci mette del suo, lo fa pure Lei, delle polemiche delle olimpiadi ecc. Il punto sta che un paese non può essere monocromatico,un parlamento non può votare all’unanimità ogni cosa dettata dall’alto senza nemmeno discuterne, e chiunque a il sacrosanto diritto di partecipare alla vita civica del proprio paese da ogni posizione. Inoltre un governo per molto buono che sia non ha il diritto di auto proclamarsi patrone dei diritti che di natura hanno i cittadini di quel paese, come ad esempio e Lei lo sa bene i cittadini cubani che vivono all’estero non possono tornare a vivere nel proprio paese e quelli a cuba non possono uscire ne entrare liberamente. poi glielo avevo già detto qualche volta sono disponibili a un confronto su ogni argomento.
    Potremmo parlarne in eterno,Lei a un blog che in molte occasione difende con le sue idee un governo straniero non mi sembra che il governo Italiano ci sia offeso e preso dei provvedimenti nei suoi confronti poiché la considera un nemico e mercenario ecc ecc.

    saluti

  3. Ciao Stefano, grazie. Complimenti a te per i libri interessanti che hai pubblicato.

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