Breaking News L'editoriale — 30 ottobre 2011
Cuba e la crisi di Ottobre…

IT: Cuba e la crisi di ottobre. Un viaggio nella controversa storia della crisi di ottobre che ha segnato il destino di due paesi e che ha portato l’intera umanità vicina all’incubo di una guerra atomica.

ESP: Cuba y la crisis de octubre. Un viaje en la historia de la crisis de octubre que ha llevado el mundo muy cerca de una guerra atómica.

Conosciuta anche come “La crisi dei missili”, fu il momento della storia in cui il mondo è stato vicinissimo allo scoppio di una guerra nucleare. Accade nel 1962, precisamente nel mese di ottobre, quando la piccola isola di Cuba, per scelta politica, diventa l’oggetto delle discrepanze tra le allora due grandi potenze, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.

Un tema che ho avuto il bisogno e il piacere di rispolverare, pensando che le giovani generazioni non hanno conoscenza di un fatto storico tanto significativo ed è accettabile. Non lo è invece, quando il nostro Ministro delle Difesa onorevole Ignazio Larussa, in un noto programma televisivo confonde “La crisi di ottobre” con l’invasione alla Baia dei Porci, Playa Giròn. (Evidentemente in Italia per fare il Ministro non è obbligatorio conoscere la storia).

Era il periodo della cosiddetta guerra fredda e dell’appena iniziata Rivoluzione cubana ispirata al marxismo che gli americani dovevano combattere con ogni mezzo, inclusi atti criminali, come quel che accade in Portella della Ginestra in quell’ indimenticabile Primo Maggio del 1947.

Dopo la fallita invasione, una battaglia che durerà dal 17 al 19 di aprile (1961) , con il bilancio di 537 soldati morti, centinaia di feriti e 1197 mercenari, addestrati per l’occasione in Guatemala, fatti prigionieri. Cuba anche se vittoriosa, era in permanente allerta per il pericolo di una nuova aggressione.

Nikita Kruscev è il primo ad avere le informazioni segrete su una nuova invasione programmata dagli americani contro di Cuba; informa per primo l’ambasciatore sovietico operante nell’isola.

Di conseguenza Fidel Castro nel mese di maggio, riceve 18 ingegneri specialisti, per decidere modi e tempi  l’istallazione dei missili, anche se con alcuni riguardi e dichiarerà:

Le installazioni missilistiche russe a Cuba

“Se è necessario istallare questi armi per migliorare il rapporto di forze a favore dell’URSS, del campo socialista e inoltre prevenire l’aggressione militare diretta a Cuba, autorizziamo che sia fatto quanto è necessario”.

“Ma, se è in gioco soltanto la difesa di Cuba, sarebbe preferibile un’altra scelta, come un trattato militare di mutua difesa”.

Una dichiarazione del Comandante che fece intravedere quanto si sentisse scomodo nel trasformata di fatto Cuba in una base militare sovietica. Ma per la stima e fiducia che Fidel trovava verso Kruscev , acconsente l’installazione e decide di appoggiare l’accordo.

Una decisione assai travagliata, molti funzionari cubani viaggiarono a Mosca, tra loro anche Ernesto Che Guevara, e viceversa i moscoviti arrivarono all’Avana.

In seguito e poco a poco, travestiti da operatori agricoli sbarcarono sull’isola 44 mila uomini russi oltre ad un ingente quantitativo di armi.

Nel frattempo gli americani avevano organizzato la famigerata “Operazione Mangusta”, che prevedeva anche l’assassinio del Presidente Castro.

Davanti all’impossibilità di non poter più nascondere la situazione che si creò, Fidel emette un comunicato che tra altro afferma:

“Fino a quando perdureranno le minacce da parte degli Stati Uniti, la Repubblica di Cuba avrà ogni ragione di adottare misure che garantiscano la propria sicurezza e la  sovrana indipendenza”.

Corroborando le sue parole, Kruscev dichiarerà: “In caso di un’invasione a Cuba, missili balistici saranno lanciati sugli Stati Uniti”.

Dalla metà del mese di ottobre, il mondo rimane col fiato sospeso, 49 rampe di missili a lungo raggi (3500 Km.), potevano arrivare dalla piccola isola al cuore di New York e in tutto il resto del territorio americano.

Numerosi scambi di documenti, lunghe trattative giravano tra le città di Washington, Mosca e l’Avana.

A caratteri cubitali tutti i giornali del mondo scrissero una frase di Kruscev, “Se gli americani si azzarderanno toccare Cuba, solo con la forza di un dito premeremo il bottone per il lancio che affonderà New York”.

Dopo lunghe e complicate trattative, il 26  di ottobre l’URSS, decide finalmente di ritirare i missili, l’accordo firmato tra i due paesi impone agli Stati Uniti la clausola  che non avrebbero mai più tentato di invadere Cuba.

Sicuramente l’unico motivo per il quale non l’hanno fatto, è probabilmente legato al fatto che Cuba non possiede giacimenti petroliferi degni di nota. Hanno però cercato di annientarla con il blocco interminabile, asfissiandola lentamente, ma Cuba non si è arresa.

Il 27 ottobre radio Mosca informa al mondo del ritiro dei missili.  Fidel si sentì umiliato, si racconta che è stato il giorno della sua vita nel quale più volte pronunciò la parola “Coño”, mentre per le strade il popolo cubano canticchiava “Nikita, mariquita, lo que se da no se quita”….

Indubbiamente questo breve articolo non può descrivere minimamente la magnitudine e la complessità di quello che rappresentò nella storia di Cuba e del mondo “La Crisi di Ottobre”

È soltanto una rassegna generica, che voglio chiudere con un’incredibile confessione fatta da Fidel Castro anni dopo:

“Sono stato ingannato dai russi, mai avrei accettato quell’accordo se avessi saputo che il potere bellico tra i due Stati era 17 a 2 in favore degli  Stati Uniti”

fonte foto: internet

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Articolo scritto da:

Scrittrice nata in Argentina, ma di origini Italiane, vive da molti anni in Italia e tra le sue fatiche letterarie si annovera “Benita Bottazzi senza Patria” , dove racconta con estrema lucidità un pezzo di storia che ci appartiene; l’emigrazione italiana in Argentina. Collabora con ThisIsCuba.net per editoriali e notizie dal latino america

(2) Readers Comments

  1. Pingback: Cuba e la crisi di ottobre

  2. ..Non lo è invece, quando il nostro Ministro delle Difesa onorevole Ignazio Larussa, in un noto programma televisivo confonde “La crisi di ottobre” con l’invasione alla Baia dei Porci, Playa Giròn. (Evidentemente in Italia per fare il Ministro non è obbligatorio conoscere la storia)…ed io aggiungo forse neanche saper l’inglese vista l’ultima figuraccia del suddetto ministro

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