Cuba: confermato il verdetto al cittadino USA, Alan Gross

La Corte Suprema di Cuba ha confermato la condanna a 15 anni inflitta ad Alan Gross, il cittadino americano in carcere dal Dicembre 2009, colpevole, secondo il Governo cubano, d’aver portato illegalmente sull’isola dispositivi satellitari al fine di favorire attività di controspionaggio e di portare avanti progetti di “democrazia” atti a destabilizzare il governo sovrano di Cuba.

Alan Gross é un “subcontractor” dell’USAID, l’Agenzia Americana per lo Sviluppo Internazionale, quindi al servizio di un nervoso Dipartimento di Stato, che poi ha tuonato, attraverso il Segretario Hillary Clinton, che Cuba è responsabile con questa condanna dell’interruzione dei rapporti diplomatici tra le due Nazioni, pronti ad essere ristabiliti dopo le tante promesse di Obama in campagna elettorale.

Senza senso ovviamente queste critiche, di poco gusto e di doppia morale, che evidenziano quel velo d’ipocrisia che indossa la Democrazia statunitense.

In realtà l’amministrazione Obama, dopo le grandi aspettative iniziali aveva molto deluso e alcun cambiamento degno di nota era stato fatto. Certo, piccole modifiche a restrizione vigenti a dir poco aberranti, ma niente che potesse sancire un pieno desiderio di ripartire.

Per quanto piccoli, alcuni passi erano stati fatti dal Governo dell’Havana. Insufficienti per rilanciare un’economia schiava di concetti ideologici che non convivono con l’attuale stato economico, ma positivi visti in una chiave di avvicinamento al volere dei vicini.

Alan Gross con la moglie, condannato a 15 anni di detenzione per le attività di spionaggio e l’introduzione di dispositivi satellitari

La vicenda Alan Gross ha invece mostrato tutta la sterilità di questo tentato avvicinamento tra due Paesi in guerra-fredda da oltre mezzo secolo.

Gli USA continuano a sabotare attivamente il governo dell’Isola, e i cubani si difendono come possono e talora reagiscono con estrema durezza a questi attacchi. E’ stata la volta di Alan Gross , che si è visto confermare la condanna a 15 anni di detenzione per le attività commesse. La famiglia è disperata e incita a rilasciare per motivi umanitari il 62enne cittadino statunitense. L’appello è rivolto direttamente al Presidente Raul Castro. Lo aveva fatto alcuni mesi or sono anche dall’ex Presidente amico, Jimmy Carter, in visita al Paese. Lo richiede tuonando il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner, affermando che la detenzione del cittadino americano è un episodio gravissimo e che Cuba ha deciso in questo modo d’interrompere ogni forma di rapporto con gli USA. Questi potranno riprendere solo quando avverrà il rilascio.

Qui poi possono iniziare i pareri e le opinioni. Veramente Alan Gross rappresentava un pericolo per il governo cubano? Non ci è dato saperlo, e neppure quali fossero le sue intenzioni. Ma Gross, dall’alto della sua esperienza e con il consulto delle più alte cariche dell’Agenzia USAID sapeva cosa stava rischiando. Sapeva che entrare in un paese come Cuba, con sofisticate strumentazioni e dispositivi satellitare non dichiarate, rappresentava un grande pericolo. Di certo non è Gross il motivo dell’attuale situazione di stallo tra i due Paesi, ma è quello che vogliono farci credere gli USA, cercando di strumentalizzare il caso umano a proprio favore con la solita doppia morale.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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