Breaking News — 11 ottobre 2010
Cuba: confermata liberazione di altri prigionieri politici

La Chiesa Cattolica ha annunciato sabato che presto sarà concessa la liberazione ad altri prigionieri politici, attualmente detenuti nelle carceri cubane.

E’ il secondo annuncio della Chiesa in pochi giorni.

La maxi-liberazione, di 52 detenuti ha portato gli Stati uniti a monitorare la situazione con molta attenzione ed interesse. La speranza è che questi importanti passi possano aiutare i rapporti bilaterali e si riesca a, quantomeno alleggerire l’embargo economico, che ancora lede la dignità del popolo cubano.

Lo Stato cubano sta vivendo un momento di difficoltà economica, per lo stato di illiquidità che blocca ogni forma d’investimento, ma pare abbia idee chiare per risollevare il paese da questo difficile periodo.

Se da un lato Fidel Castro non esita a difendere gran parte delle riforme fatte ed attaccare l’ostile politica statunitense, dall’altro ammette alcuni suoi errori anche dall’alto di una esperienza politica consolidata da oltre mezzo secolo di governo.

Al tempo stesso, mentre Raul Castro avvia importanti riforme in ambito economico, con tagli netti alle spese e con la privatizzazione dei rami statali maggiormente in difficoltà, dall’altro Cuba non rallenta nel promuovere lodabili iniziative d’apertura, quali appunto ulteriori due liberazioni, di nove e tre prigionieri rispettivamente.

E se il Capo della Commissione Indipendente per I Diritti Umani a Cuba, Eliardo Sanchez, un attivista politico arrestato già diverse volte per la sua violenta opposizione al governo cubano e per intrattenere rapporti con gruppi di facinorosi anticastristi di Miami, non si accontenta e già ricorda che dietro le sbarre a Cuba restano altri cento prigionieri politici, dall’altro il Governo Cubano ribadisce con forza che gli accordi presi con la Chiesa per questo atto di clemenza sono l’ennesimo segnale di apertura e democrazia di un governo che ha già di fatto da parecchi anni abbandonato la pena di morte, ricordando come questo stesso sistema punitivo persiste in quella terra poco distante, che ha il potere di decidere cosa è democratico e cosa no.

Ancor prima che la notizia delle ulteriori nove liberazioni dei prigionieri di coscienza fossero riportate degnamente dalla stampa, Sono stati diramati anche i nominativi degli ulteriori tre prigionieri che saranno a breve liberati sempre grazie all’intervento di Jaime Lucas Ortega, ex vescovo di Pinar del Rio e cardinale dell’Havana. I tre, a cui sarà concesso di andare in Spagna o, qualora espresso, di rimanere in terra cubana, sono Rolando Jimenez Posada, condannato a 12 anni nel 2003 per aver violato con iniziative ed attività abusive la sicurezza dello stato; Arturo Suarez Ramos, condannato a 30 anni di carcere e Ciro Perez Santana, condannato nel 1994 a 20 anni di carcere, per aver cercato di fuggire illegalmente dal paese, per furto e per detenzione d’armi).

Gli ulteriori dodici detenuti in attesa di scarcerazione, riferisce l’agenzia spagnola d’informazione EFE, vedono le loro passate accuse legate ad atti e crimini violenti. Con questi i prigionieri politici detenuti a Cuba sono praticamente nulli secondo le liste riportate da Ammesty International.

E mentre un titolone della solita testata giornalistica, proprio oggi, si affanna a riportare titoli su una Cuba che critica il premio Nobel alla letteratura, come testimonianza di un atteggiamento che non cambia mai, Cuba cambia eccome. Con la calma che deve essere, al fine di creare elementi di destabilizzazione politica. Così, come ieri Valladares era immortalato anche da telecamere nascoste mentre segretamente praticava attività fisica in quella cella dove si dava per disabile, così oggi parla di un Raul che sarà la prima vittima del dopo Fidel. Il filo conduttore della sua vita è che nessuno lo ascolta più, mentre si seguono con interesse e speranza ogni segnala di apertura arrivi dai poteri alti cubani e statunitensi.

Ancora una volta quindi, alla luce delle scarcerazioni, si attende una risposta democratica dall’Amministrazione Obama, in cui noi riponiamo tante speranze e nella quale ancora confidiamo affinché si attenga al diritto internazionale (violato con i ricchi finanziamenti al fine di assistere l’opposizione democratica interna) e riesca ad eliminare o quantomeno allentare un embargo vile quanto ridicolo.

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Valia ama Cuba che è la sua terra di orignine, le sue tradizioni, il suo passato... " Questo sito per me è un ponte che collega la mia stanza alla mia amata Cuba..."Valia per ThisIsCuba è anche un'importante aiuto per le traduzioni in Spagnolo.

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