CUBA AL VERTICE DI COPENHAGEN 2009: UNA POSIZIONE PER LA SALVAGUARDIA DEL PIANETA TERRA

fonte foto: internet

E’ un tema scottante. Ho il dovere di misurare le parole e al tempo stesso renderle altisonanti, sfruttare questo spazio per diffonderle, sintetizzarle in fatti riscontrabili affinché siano una fonte attendibile, evidenziare ciò che di grave è accaduto e che non è stato riportato perché i media sono privi di conoscenza profonda del problema e non credo per loro malafede.

E’ difficile comprendere realmente l’entità della patologia che affligge la salute terrestre.

Semplicemente, l’umanità sta vivendo in un modo che la Terra fatica a digerire. Anzi, non riesce. E continua sempre più ad ammalarsi, a danneggiare i propri organi, sino a quando essi non saranno più in grado di compiere il loro lavoro e di supportare le fisiologiche funzioni che la (ci) tengono in vita.

La foresta dell’Amazzonia sono i polmoni, i ghiacciai sono i reni, il buco nell’ozono è la copertura che permette all’apparato digerente di difendersi dal corrosivo pH gastrico.

La Terra è simbolo di purezza, di antichità, di saggezza. Noi ci comportiamo come un virus, con la differenza che abbiamo un senso etico, una coscienza, una intelligenza in grado di comprendere e valutare con un metro di giudizio. Abbiamo un senso di responsabilità la capacità di fare previsioni sulla base d’analisi e dati. Abbiamo o dovremmo avere?

I dati che riporto tracciano un quadro allarmante. Allarmante tendente in breve tempo all’irreversibile. I consumi, che poi si traducono in emissioni sono la piaga. Le soluzioni e la scienza, la ricerca ed il progresso sono la chiave per risolvere ciò che nel frattempo si potrebbe contenere con alcuni sacrifici ed imposizioni, che di certo provocherebbero un danno all’economia. Ma per la maggior parte di tratterebbe di abituarsi a far fronte agli sprechi.

C’è bisogno di creare una coscienza civile attorno a questo problema, di sensibilizzare le masse e di renderle partecipe del problema. Ognuno di noi deve impostare il proprio stile di vita in modo da rispettare l’ambiente, ma purtroppo gli stili di vita devono arrivare da scelte che vanno ben oltre l’individuo e cui l’adattarsi del cittadino sia solo la conseguenza d’una linea comportamentale già tracciata.

I governi devono applicarsi in decisioni in grado di ristabilire equilibrio ed armonia.

Molte zone del mondo stanno risentendo di questa piaga e i disequilibri si accentueranno nei prossimi anni. Si è ancora in tempo per regredire in questo danneggiamento vandalico. Ci si sta comportando da minorati psichici nell’avanzare verso un punto di non ritorno.

Il protocollo di Kyoto nel 1997. Pochi giorni fa il Vertice di Copenhagen. Tanto atteso, ma incredibilmente un grande flop. Anzi, qualcuno ci ha salvati da quello che è stato un tentativo di truffa in piena arte.

Tutto condensato nelle immagini che più odio: bei sorrisi, strette di mano immacolate, una facciata da mantenere candida a costo di macchiare di sangue il volto dei manifestanti, discorsi narcisisti da responsabili presidenti in carica evidenziati le conseguenze all’opinione pubblica, spietatezza nel giungere ad un accordo antidemocratico sottoscritto dal Presidente degli Stati Uniti e spiegato ai rappresentanti di pochi Stati. Non vi è grazie a Dio un accordo di Copenhagen.

Obama ha gestito i giochi con l’ennesima condotta poco seria che gli Stati Uniti mostrano nei confronti di questo problema.

In ottica cubana possiamo dire che questa scarpetta di poco più di 10 milioni di abitanti si sta comportando in modo incredibilmente maturo. Nell’anno della Rivoluzione energetica, gruppi di studenti hanno potuto sensibilizzare il popolo cubano ed adottare le misure necessario affinché sull’isola si potesse risparmiare un notevole quantitativo di energia. Si è provveduto a questo grazie alla sostituzione di lampadine ed alcuni elettrodomestici con altri a basso consumo energetico.

IL Ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodrìguez, ha espresso quei concetti che voglio ribadire. Una sintesi elogiabile, sostenuto da tutti i paesi dell’area del latino america, in cui Cuba sta svolgendo un ruolo di Leader, nel portare avanti una posizione di pace e di indipendenza, che potrebbe garantire uno sviluppo indipendente e pertanto più sano rispetto ad uno subordinato e dove siano all’ordine del giorno debiti e quindi sudditanza pressoché totale.

Ad oggi le emissioni continuano ad aumentare la quantità di anidride carbonica presente nall’aria che respiriamo già al di sopra del limite massimo (fonte Nasa).

30 Nazioni consumano oltre l’80% del combustibile. Se potessimo tracciare un quantitativo di quanto petrolio consumiamo risulterebbe che un cittadino americano ne utilizza oltre 25, uno europeo 11, uno cinese meno di due e uno latino americano meno di 1. Irrilevante quella di un cittadino africano.

I dati ci parlano di riscaldamento globale e costante nel XX secolo, ove l’aumento di temperatura è dovuto su tutto all’incremento delle concentrazioni di gas serra derivanti dall’effetto serra (antropogenici). Questo secondo quanto riportato da Intergovernmental Panel on Climate Change. [1]

I ghiacciai stagionali artici si sono aperti per la prima volta nel 2008 ed entro il 2020 dovrebbe avvenire la fusione completa.

Oltre il 32,8% delle specie animali e della flora dovrebbe essere estinta da qui al 2050. [2]

Il pH degli oceani si sta modificando. Sta diventando più acido. Questo è comprovato dall’inizio dell’era in cui le industrie hanno iniziato a proliferare agli anni recenti. Il pH marino è diventato più acido di 11 punti. Questo in pratica determina gravi problemi all’ecosistema marino che è abituato ad un pH costante. La catena alimentare potrebbe come conseguenza venire meno. [3]

Le patologie quali malaria, dengue, virali sarebbero destinati ad aumentare. [4]

Il concetto è questo. Se sino ad oggi i danni sono stati provocati quasi unicamente dagli Usa è giusto che i finanziamenti siano lo specchio delle responsabilità. E stando a questa logica gli USA si troverebbero a dover versare una ingente somma di denaro rispetto a chi inizia ad inquinare solo ora ed in percentuale in proporzione estremamente ridotta. E’ forse per questo che gli USA sfuggono al problema con poco senso del dovere? Si, senz’altro. E questo mette in pericolo tutti noi, così come i Paesi che adottano che filosofie estremiste diventano pericolose con le loro idee terroristiche. Se il peso delle colpe di altri, lo si accolla ora sui paesi in via di sviluppo, allora si capisce il gioco sporco dietro questi fittizi accordi.

Lasciamo che Obama continui a farneticare che durante il Vertice si è riusciti a fare il possibile.

E’ lecito spiegare che si è tentato di raggiungere un accordo tacito e silenzioso, conveniente. Ripeto. Chi ha procurato danni ha intenzionalmente emesso le cause d’un dramma ambientale imminente. Non si parla di decenni. Si parla solo di anni. Non è corretto dividere in parti uguali i danni. Ognuno ha il peso delle proprie responsabilità. Non ci si appoggia sui paesi in via di sviluppo soffocandoli sul nascere. A questo si sono opposte india e Cina e non come presentato alle richieste delle nazioni più povere.

L’Africa sta diventando una fornace e se alcuni membri fratelli non si fossero opposti si sarebbe trovato un accordo completamente lesionista.

Bolivia, Costa Rica, Cuba, Nicaragua, Sudan, Venezuela e Tuvalu, questa bella isoletta nell’oceano Pacifico, in Polinesia, di poco più di diecimila anime. Rischia di sparire sommersa dalle acqua. Da qui l’appello del Primo Ministro Apisai Ielemia.

Tra tanta retorica spunta un sol concetto alla fine.

L’atmosfera del pianeta terra è unica. Non è divisa in regioni, in fazioni politiche, in colori. E’ unica ed è un diritto che appartiene a tutti noi in egual misura, come il primario diritto di respirare.

Fonti:

  1. http://ipcc-wg1.ucar.edu/wg1/Report/AR4WG1_Print_SPM.pdf
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18653892
  3. http://www.agu.org/pubs/crossref/2005/2004JC002671.shtml
  4. http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-report/ar4/wg2/ar4-wg2-chapter8.pdf

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(1) Reader Comment

  1. speriamo bene…ma la stupidità umana è immensa…

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