Cuba al centro della campagna repubblicana per le presidenziali 2012

Nell’ infuocata campagna elettorale per le presidenziali USA 2012 il candidato repubblicano Newt Gingrich, non escluderebbe, pur di liberare il popolo cubano dalla tirannia dei Castro nemmeno un intervento con le bombe.
ESP: En la ardiente campaña electoral por los presidenciales EE.UU. 2012 el candidato republicano Newt Gingrich, no excluiría, que para liberar el pueblo cubano de la tiranía de los Hermanos Castro, una intervención con las bombas.

Mitt Romney - Newt Gingrich - fonte foto: http://blog.panorama.it/

 

Per certi candidati alle presidenziali i voti  dei cubano/americani di Miami rappresentano ancora un piatto ghiotto.

È inutile forse, pensare che il tempo cambi i vari modi di agire o possa ravvedere  le menti; per ora nonostante siano passati dei decenni , nonostante  siano cambiati i presidenti americani , il vizietto  rimane:  promettere “CUBA LIBRE” a tutti i costi, senza i Castro o lo spettro del comunismo cubano,  è ancora un ottimo slogan per accalappiare una grossa percentuale dell’elettorato americano, rappresentato odiernamente  da quel importantissimo 10% dei   cubano/americani della Florida.

L’orribile ricordo di ciò che fece ad esempio,  l’ex presidente George W. Bush durante il suo mandato è ancora palpitante nella memoria di molti.

Il suo sguardo che volge al nulla  nella piccola scuola mentre cascavano le torri gemelle[1], oppure la scarpa lanciatagli da un giornalista iracheno [2], penso che bastino ed avanzino  per capire chi era e cosa ha seminato, durante la guida del suo  paese.
Durante il suo mandato il presidente “Cow-Boy” ,oltre che a rischiar la vita per colpa di  un salatino [3],  inasprì l’ignobile blocco economico in atto da oltre 50anni contro Cuba con il famigerato Plan Bush [4] inasprendo di fatto le restrizioni ed i rapporti bilaterali con l’isola caraibica.

Nonostante  ahimè gli anni passano, torno a ripetere, le cose non mutano e le modalità delle campagne elettorali rimangono pressochè inalterate, vittime dei loro stessi slogan, inconsapevoli che  le vite di tantissimi cubani,  valgono sommamente più degli anacronistici giochi politici che oramai fanno visceralmente schifo e  come sempre giovano ad una ristretta minoranza.

Con la solita logica acchiappa voti,   in piena campagna elettorale, l’aggressivo candidato repubblicano per le presidenziali  Newt Gingrich, rivale del ben più potente ai sondaggi  Mitt Romney, ha giurato guerra a Cuba.
Durante una scioccante   dichiarazione, ma sicuramente d’effetto,  Gingrich ha detto  che se diventasse presidente degli Stati Uniti non escluderebbe,  pur di liberare il popolo cubano dalla tirannia dei Castro nemmeno un intervento  con  le bombe.
La violenta affermazione fatta parlando alla televisione in lingua spagnola Univision e  riportata dal  Washington Post, si è estesa sino a  l’attuale presidente Statunitense:  “Trovo curioso che Obama sia affascinato da Tunisia, Libia, Egitto e Siria, ma che non noti Cuba,” ha detto Gingrich, augurando visto  che c’era, anche una rapida dipartita a Fidel Castro.   “Se ci fosse una legittima rivolta popolare, noi saremmo ovviamente dalla parte del popolo, continua  Gingrich […] Il popolo di Cuba ha diritto alla libertà”.

“La primavera cubana”, come il candidato repubblicano auspica e definisce,  promette oltre alle bombe   la piena attuazione della criminale legge Helms-Burton, incluso il Titolo III , che permetterebbe   azioni legali contro istanze straniere che prendano in oggetto proprietà confiscate dal  regime castrista agli Stati Uniti,  ed un peggioramento sostanziale del blocco economico, commerciale e finanziario contro l’isola.

Un’altra promessa “elargita”  del candidato repubblicano, prevede un’azione legale contro l’attuale presidente cubano Raul Castro ed il leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, in riferimento  agl’ incidenti del 1996, in cui due aeroplani del gruppo controrivoluzionario Hermanos al Rescate furono abbattuti dopo aver violato lo spazio aereo dell’isola. [5]

Fidel Castro, che in quasi 50anni di presidenza, ha visto l’avvicendarsi di 11 amministrazioni diverse , ha  criticato duramente  l’attuale   corsa alla casa bianca dei candidati repubblicani.  In un suo recente editoriale pubblicato sul sito Cubadebate e  riportato anche tra le pagine del prestigioso quotidiano online statunitense The New York Times,  Castro scrive: ”La selezione per un candidato repubblicano alla presidenza di questo costoso e globalizzato impero e’ – e lo dico seriamente – la più grande gara di idiozia e ignoranza che vi sia mai stata”. [6]

Le lezioni che vedranno il nuovo presidente degli Stati Uniti entreranno nel vivo il prossimo novembre. Probabilmente  il presidente cambierà o forse no. Poco importa per Cuba.

Sta di certo che anche se da quel 1 gennaio 1959, siano passati dei decenni ed il mondo sotto molteplici aspetti è cambiato totalmente,  e sebbene che i giovani cubano/americani di Miami non percepiscano più la politica del governo cubano  con odio estremo come i loro predecessori,  le campagne elettorali americane di certi candidati  si tingono ancora con gli slogan  “rosso sangue” della supremazia di un paese sull’altro, quindi a mio parere,  poco e cambiato o nulla nei rapporti bilaterali tra i due paesi, perlomeno sotto il profilo meramente politico.

Fonti:

[1] http://www.youtube.com/watch?v=OKV4a7h8HLI
[2] http://www.youtube.com/watch?v=dpyA_ppco54
[3]http://archiviostorico.corriere.it/2002/gennaio/15/Paura_alla_Casa_Bianca_Bush_co_0_0201153505.shtml
[4] http://es.wikipedia.org/wiki/Plan_Bush_para_Cuba
[5] http://radiomambi710.univision.com/noticias/article/2012-01-24/gingrich-promete-acciones-especificas-contra-cuba?refPath=/noticias/america-latina/cuba/
[6] http://thecaucus.blogs.nytimes.com/2012/01/25/castro-calls-republican-field-a-competition-of-idiocy/?scp=2&sq=fidel%20castro&st=cse

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Articolo scritto da:

È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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