Breaking News U.S.A & America Latina — 08 dicembre 2010
Cuba: 30anni di carcere a chi uccise Fabio di Celmo nel 1997

Fonte foto:Cubadebate.

Ad uno degli autori materiali dell’attentato terroristico all’Hotel Copacabana (Habana) l’iniziale sentenza  di morte  elargita dal tribunale  supremo di Cuba, è stata commutata in trent’anni di carcere, il massimo della pena applicabile, in atti criminali come questo.

Si tratta del salvadoregno Ernesto Cruz Leon, che nel settembre del 1997 posizionò nel bar dell’hotel capitolino un ordigno che costò la vita al nostro connazionale Fabio di Celmo. La violenta deflagrazione dell’ordigno, oltre che a ferire a morte Fabio di Celmo causò danni ingenti alla struttura turistica.

Ernesto Cruz Leon era stato condannato a  morte nel 1999, dopo due anni dalla sua cattura avvenuta il 4 settembre 2007. Reo confesso di tale crimine,  Ernesto Cruz, operò su ordine del terrorista anticastrista  Luis Posada Carriles, che vive tutt’ora a Miami, e per la Fundación Nacional Cubano Americana (FNCA), principali artefici e finanziatori della rete terroristica nata per rovesciare il governo cubano.

Chavez Abarca all'arrivo a la Habana. Fonte foto:cubadebate.

Durante il processo che avvenne nel 1997 il salvadoregno confessò che a contattarlo direttamente per compiere tale atto,  fu il suo connazionale Francisco Chávez Abarca,  braccio destro di Luis Posada Carrilles. Dopo una lunga latitanza  Abarca,  è ora detenuto nelle carceri de la Habana.

Ma non è il primo caso di commutazione di pena nell’isola caraibica. Il presidente cubano Raul Castro, il 28 aprile 2008 in un discorso trasmesso dalla televisione cubana e rivolto  al Comitato Centrale del Partito Comunista  rese pubblica tale decisione affermando che “Il Consiglio di Stato ha deciso di commutare le condanne a morte di un gruppo di prigionieri […] non si tratta di una decisione dovuta a pressioni esterne, ma di un atto sovrano in linea con la condotta etica ed umanitaria che dall’inizio ha caratterizzato la rivoluzione cubana”.

Le ultime esecuzioni sull’Isola risalgono al 2003, quando il terzo dirottamento di una nave cubana, nel giro di due settimane, aveva di fatto terminato la moratoria che durava da 3 anni. In quell’occasione il governo cubano accusò il nemico di sempre, gli USA, di essere l’artefice di gravi provocazioni e di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale.


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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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