Breaking News L'editoriale — 13 marzo 2011
Cuba: 15 anni di detenzione per spia USA

Alan Gross, il contractor della società statunitense Development Alternatives Incorporated per la USAID è stato condannato a 15 anni di carcere per crimini contro lo Stato Cubano.

La condanna definitiva era nell’aria ed è arrivata. Un piccolo sconto, rispetto ai vent’anni chiesti dall’accusa.

La difesa di Alan Gross non ha retto, le versioni americane non hanno fatto altro che confermare le attività dello statunitense, pur cercando di stravolgerne il significato.

Poco importa ora. Alan Gross ha 61 anni e la sua vita è stravolta. Poco importa anche quali fossero le intenzioni. Ha deciso di intraprendere la missione, consapevole che i rischi d’una pesante accusa erano palesi. Non è pertanto lo Stato Cubano ad avere separato Alan Gross dalla sua famiglia, nei termini con i quali si cerca ora d’etichettare la vicenda da parte statunitense.

E’ stata una scelta, sulla quale non sapremo mai le reali motivazioni personali, ma che è dipesa esclusivamente dalle scelte dell’uomo. Ora dovrà pagare. Dispiace sul lato umano, ma si è sola applicata la giustizia.

Alan Gross, la spia statunitense condannata a 15 anni di carcere. E' detenuto nel carcere di Villa Marista, Habana, da 15 mesi. foto: CNN

Alan Gross è stato fortunato d’essere stato condannato secondo procedure corrette delle autorità cubane.  Avesse commesso le stesse azioni, da cubano, su territorio statunitense, avrebbe rischiato la condanna a morte e si sarebbe come minimo assicurato l’ergastolo.

Ora Alan Gross è ufficialmente la spia, l’ennesima prova che ancora si combatte quella guerra che auspichiamo tutti finisca. Alan Gross è l’amico della comunità ebraica.

Triste ma inevitabile la strumentalizzazione della vicenda. Da una parte le farneticanti versioni di Hillary Clinton de della diplomazia americana che pretende come di consueto senza averne diritto e, sull’altro versante, il vanto che Cuba non si sbaglia: Cuba è un’isola ancora sotto l’assedio statunitense, quell’esercito del male che affonda le identità dei popoli, li fa schiavi della propria economia usurpatrice e ne inibisce l’identità. Quell’esercito del male che quattro poveri schiavi della loro modaiola ideologia, ostinati appartenenti dei finti circoli proletari di un intellettualismo superiore ( in grado di vedere “la verità”) identificano nel vero, reale, unico male del mondo da combattere ad ogni costo. Vecchia storia, uno scontro tra ideologie. E ben si sà oramai che l’integralismo ideologico divide e crea odio.

E Alan Gross ne è, sotto un certo aspetto, un’altra vittima. Probabilmente Alan Gross non sconterà l’intera pena, ma quel che è certo è che la vita sua e dei familiari è ora tristemente segnata. Ma lo Stato Cubano ha il dovere ed il diritto di proteggersi da queste provocazioni esterne.

fonte foto: internet

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