Breaking News U.S.A & America Latina — 17 settembre 2010

Hillary Clinton lancia dichiarazioni sullo stato di salute del Messico odierno. Ne nasce un caso politico. Le insinuazioni non sono infatti piaciute al Presidente Calderon, che ha rispedito prontamente al mittente le esternazioni.

Ne è nato un caso politico tant’è che per sedare le proteste è dovuto intervenire il Presidente Obama.

E’ il caso di fare un passo indietro e ripercorrere ciò che è accaduto. Il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, aveva commentato la grandissima escalation di violenza che affligge il Messico quasi quotidianamente, definendo il Paese molto molto simile alla Colombia di 20 anni or sono, quando il Paese fu preda di una insurrezione delle bande armate legate al narcotraffico, che lentamente si erano rafforzate al punto tale da dettare legge ed insediarsi stabilmente nei piani alti dell’ambiente politico, oltre che controllare certe parti della Nazione.

Obama è pertanto intervenuto chiarendo subito che il Messico è una grande e vibrante democrazia, con una grande crescita economica e che pertanto non può essere in alcun modo paragonato a ciò che accadde in Colombia 20 anni or sono.

Per sanare il clima di tensione creato con il Messico, partner chiave nella lotta contro la droga, Arturo Valenzuola, assistente del segretario di Stato per gli Affari con l’Area Occidentale, e Gil Kerlikowske, direttore dell’ufficio del centro nazionale di polizia per il controllo della droga, hanno precisato che Hillary Clinton intendeva dire che l’escalation di violenza cui oggi assistiamo è simile a quella verificatasi in Colombia anni addietro, ma che le bande criminali di narcotrafficanti non sono alla ricerca di rovesciare il governo.

Nonostante le critiche, Hillary Clinton che talora fatica ad essere diplomatica, ha centrato il bersaglio e il sentiment all’interno degli USA, concorda e ribadisce come la situazione Messicana necessiti di una dura repressione, ispirandosi magari ai metodi utilizzati nel multimiliardario “Plan Colombia”, che sviluppò programmi militari e di cooperazione in termini di aiuti. Il Plan Colombia fu criticato aspramente per l’utilizzo di una forza militare tanto repressiva quanto brutale, per la presenza massiccia di forze armate statunitensi  sul territorio e per la ripetuta violazione dei diritti umani perpetrata ai danni di civili e prigionieri.

Dal 2006 ad oggi, però va ricordato che sono oltre 28.000 gli omicidi registrati in Messico e che un forte grido di allarme arriva dagli ufficiali statunitensi delle provincie che confino con il Messico,quali California, Arizona e Texas. Oltremodo sembra proprio che le bande armate stiano sempre più radicandosi nel territorio, con attività commerciali sempre più redditizie. L’ondata di violenza ed il narcotraffico userebbero queste location per iniziare ad espandersi sempre più nei territori dell’America Centrale.

La Clinton, pur mediata dal Presidente Obama, ha dichiarato: “Certo, so che il Plan Colombia fu controverso, c’erano dei problemi e sono stati fatti degli errori. Ma funzionò” ha concluso freddamente.

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