Claudia Ochoa Félix: innocente o regina dei narcos Messicani?

Claudia Ochoa Félix. L’alias di Pablo Escobar sotto false spoglie, ben più attraenti perlomeno.

Dal numero di clic risulta ancora una volta che è sufficiente mescolare curve mozzafiato in una mezcla di soldi, diabolico per creare quel mix misterioso che determina un successo mondiale. Alla base di questo? L’idiozia di cui si nutre un certo tipo di stampa.

Ed eccone un successo mondiale. Da giorni articoli riportano la vicenda a caratteri cubitali e poche righe, nessun dettaglio. Gli articoli sono talmente uguali da rabbrividare di tanta pochezza.  In sin dei conti si tratta solo di supposizioni di qualche giornale non identificato. E sono bastati questi ingredienti per far si che i tabloid junkie si siano, come da definizione, nutriti l’un l’altro e la spazzatura ha invaso i periodici. Mi chiedo quanto tempo i lettori perdano tempo nel leggere notizie di poco fondamento.

Chi è la vittima di questa vicenda? Sino a prova contraria, cioè sino ad oggi la ragazza in questione. Una ragazza che ama ciò che amano milioni di altre ragazze senza troppe pretese intellettuali. Negli autoscatti fotografici della bellissima donzella, i famosi selfie, si vedono le grazie che l’hanno condotta in ambienti di lusso tra armi (presunte s’intende), diamanti, c0ntanti e quegli elementi che fanno dell’ostentazione lo stile di vita di cui una persona vuota ed insicura sente l’esigenza di riempirsi sino a quando il serbatoio sempre più esigente  e i beni materiali non bastano più a tamponare l’emorragia. 

Chi è quindi la Ochoa in definitiva? Dal profilo una meteora più o meno inconsapevole di tutto il parlare che si fà di lei. Tutto ciò la renderà ancor più ricca e ben più popolare.

Veniamo ai fatti. Precisando che tutti i fatti sono ad oggi semplici supposizioni. Claudia Ochoa sarebbe ad oggi una pericolosissima cirminale a capo di una banda armata a cui fa riferimento uno dei cartelli simbolo del narcotraffico messicano, quello dei Sinaloa. La ragazza sarebbe l’amante dello stesso capo predecessore, detto  Chino Antrax, nomignolo di José Rodrigo Aréchiga Gamboa, arrestato da poco in Olanda. Il cartello di Sinaloa, l’organizzazione criminale considerata la più potente al mondo, ha negli ultimi anni aumentato i propri traffici proprio con i Paesi Bassi.

Ricostruendo. Il Messico, come tutti i paesi dell’America Latina soffro di governi instabili, dove vige corruzione e scarsa organizzazione. La stessa cultura favorisce il propagarsi di tante forme di microcriminalità che davanti al florido mercato di sostanze stupefacenti dirette agli Stati Uniti si organizzano sempre più e creano un tessuto sociale che dirama i propri interessi e radici sin dentro gli ambienti politici del paese. Uno dei più grandi gruppi di narcotrafficanti è quello dei Sinaloa. Per rafforzare la propria immagine, “collaborano” con un gruppo armato di sicari. Il capo sarebbe proprio codesta ragazza, definita. ‘Emperatriz de Los Ántrax”.

A differenza di Ismael Zambada García maggiormente conosciuto come El Mayo Zambada, ricercato capo clan dei Sinaloa, Claudia Ochoa   Félix non è ad oggi accusata di alcun crimine dalle autorità messicane e quindi ogni contenuto diffuso in rete resta una grande bufala giornalistica mondiale. Che sia in un qualche modo inserita all’interno di attività malavitose e che abbia frequentato personaggi di spicco sembra non vi siano dubbi. Questi elementi conditi poi da tante piccole invenzioni ne hanno fatto un mito, l’ennesimo, del più potente mezzo di informazione odierno, internet.

In questo enorme mondo di malavitosi, o per negligenza della polizia Messicana o per una ben più probabile fantasia dei media, Claudia Ochoa Félix pare essere in definitiva una totale estranea ai fatti brutali che quotidianamente affliggono un intero continente.

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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