Cile: continuano le manifestazioni contro “HidroAysén”

IT) Continuano le proteste in Cile contro il governo, per l’approvazione avvenuta lo scorso 9 maggio, del devastante progetto “HidroAysén” che prevede la costruzione di cinque dighe di sbarramento, due  nel bacino del fiume  Beker  e  tre nel bacino del fiume Pascua.

ESP) Continúan las protestas en Chile contra el gobierno, por la aprobación ocurrida él pasado 9 mayo, del  proyecto “HidroAysén” que preve la construcción de cinco embalses, dos en la presa del río Beker y tres en la presa del río Pascua.

Manifestanti contro il progetto HidroAysén. Fonte foto internet

Il devastante progetto approvato lo scorso 9 maggio dal governo cileno, che prevede la costruzione di  cinque centrali idroelettriche nella regione di Aysén, non smette di destare proteste in tutto il paese.

L’imponente progetto, il cui costo é stimato   in circa  3.200 milioni di dollari, prevede la costruzione di cinque dighe di sbarramento, due  nel bacino del fiume  Beker  e  tre nel bacino del fiume Pascua.

Venerdì scorso  almeno 4000 persone sono ritornate a protestare contro il progetto  HidroAysén , che in termini ambientali prevede non pochi ed irreversibili danni per  l’ambiente delicato ed unico come la patagonia cilena. Anche in questa iniziativa è stata numerosa la partecipazione di giovani , di artisti e di diverse associazioni  ambientaliste.

La manifestazione organizzata dal movimento ambientalista Acción Ecológica si è svolta nella capitale cilena partendo dalla  “tradizionale”  piazza l’Italia, per terminare poi  al Palazzo della Moneda, sede del governo, dove gli organizzatori della marcia hanno consegnato  una lettera diretta al presidente Sebastián Piñera.

Manifestanti contro il progetto HidroAysén. Fonte foto internet

Luis Mariano Rendón dirigente del movimento, ha affermato  durante la manifestazione che se il progetto HidroAysén continuasse, non scartano l’ipotesi di organizzare un “ fermo” nazionale  per bloccare il sacrificio della Patagonia. “Se Piñera non ascolta il clamore della cittadinanza,” continua l’ambientalista, “ se vuole quelle dighe di sbarramento, se desidera sacrificare gli interessi del Cile a favore di quelli delle multinazionali , il paese cileno dovrà reagire”.


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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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