Chemioterapia su adolescente incinta riaccende il dibattito sull’aborto in Repubblica Dominicana

Repubblica Dominicana. Non solo spiagge, mare, scenari da cartolina.

Uno dei tanti casi che si dibattono infinitamente e che non prevede un punto d’incontro tra diverse posizioni. Si cerca di far prevalere il buon senso nella maggior parte delle volte. Il buon senso. Proprio ciò che s’ha da fare nella Repubblica Dominicana, da quando il Congresso ha approvato il 18 Settembre 2009 la legge proposta dal Partito della Liberazione dell’ex Presidente Leonel Fernández su invito della Chiesa Cattolica romana, vietando in ogni caso e forma l’aborto, reso anticostituzionale e punito con pene severissime. Condanna in toto è lo strumento repressivo adottato per contenere le gravidanze indesiderate, soprattutto quelle adolescenziali e, più spesso di quel che si pensi anche quelle pre-adolescenziali. Ha raggiunto l’obiettivo di aumentare ancora più le nascite e soprattutto gli aborti illegali e le morti ad esse collegate.

L’articolo 37 della Costituzione Dominicana recita che il diritto alla vita è inviolabile dal concepimento alla nascita. .

Ho provato a recarmi in una farmacia di Santo Domingo, capitale della Repubblica Dominicana. Ho provato a verificare se fosse possibile praticare un aborto fai da te. Come? Acquistando un farmaco inibitore di pompa anti-H1 ma con spiccate proprietà abortive. Volendo, acquistare il misoprostolo è semplice. Alla prima farmacia ho avuto l’impressione che non sono riuscito ad ottenerlo solo perché non sapevano cosa fosse. Nella seconda e nella terza non hanno fatto obiezioni, non mi hanno consigliato come assumerlo o tantomeno avvertito su eventuali effetti indesiderato. Desideravano semplicemente fare cassa. Mi è bastato dire che soffrire di acidità gastrica. Il farmacista mi ha chiesto subito quante ne volevo, dal momento che sono vendibili anche singolarmente, a differenza dell’Italia, dove non è possibile aprire la confezione.

8 compresse applicate localmente in vagina sono nel 90% dei casi ad indurre un aborto entro 48 ore dall’assunzione dopo il quale è sufficiente un raschiamento per rimettere tutto a posto. Le povere vittime, spaventate dall’idea che qualcosa vada storto fanno tutto in silenzio. E se incombono delle complicazioni, che possono essere infezioni o emorragie anche mortali, non sono preparate ad affrontarle.

In questi giorni appare il caso di una ragazza dominicana 16enne, leucemica, che rischia di morire a causa della patologia di cui soffre ha iniziato a ricevere le cure chemioterapiche ieri, dopo giorni di consultazione tra medici. Proprio i medici della clinica esitavano ad iniziare il trattamento per via della incostituzionalità dell’aborto e la chemioterapia in certi casi può facilitare l’interruzione di gravidanza.

Proprio nei giorni precedenti all’approvazione dell’articolo 37, Amnesty International si era opposto sollevando tutte le proprie perplessità sulla decisione. Rendere incostituzionale l’aborto voleva dire esporre la donna a rischi legati alle pratiche diffusissime di praticare l’aborto clandestinamente, in condizioni che avrebbero leso la dignità della donna esponendola al pericolo di vita nei casi in cui fosse malata di HIV/AIDS, alcune forme tumorali e malaria.

Il Presidente del collegio dei medici dominicani aveva incontrato per questo motivo i medici dell’istituto per valutare la migliore soluzione, e per stabilire quale fosse il miglior trattamento farmacologico sono stati effettuati test approfonditi del midollo osseo negli USA.

La madre ha lottato tutta questa settimana per convincere il governo dominicano ed i medici a fare un’eccezione per salvare la vita della figlia, nonostante abbia subito precisato che abortire è peccato. Aspetto fondamentale visto la marcata influenza della religione in Repubblica Dominicana, soprattutto tra le file dei credenti più integralisti, quale la fetta che processa il cristianesimo evangelico, tra contraddizioni ed ignoranza.

Dopo una consultazione approfondita il Ministero della Salute in consulta con il Collegio dei medici ha deciso in via straordinaria di dare il via ai trattamenti tenendo conto dei 3 fattori che combinati determinano la straordinarietà dell’evento: “la ragazza è minore di età, soffre di leucemia ed è incinta di 10 settimane”.

Le condizioni della ragazza e del feto sono continuamente sotto osservazione e il caso ha ovviamente risollevato il dibattito se sia o meno corretto essere così inflessibili e sulla stessa incostituzionalità dell’aborto. C’è da dire che il Partito potrebbe perdere numerosi consensi soprattutto nelle potenti comunità religiose che lo sostengono, dalla Repubblica Dominicana e anche dagli USA, in modo piuttosto importante anche in termini di finanziamenti.

Il Dottor. Antonio Cabrera, Direttore del SEMMA (Medical Center for Teachers) ha riassunto la mentalità dominicana, alla quale si adeguano leggi, costituzione e decisioni affermando “ci stiamo aggrappando a Dio ed alla scienza”…in altre parole, a quel che fa più comodo.

 

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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