Buenos Aires: troppi i morti ammazzati nell’ultimo mese,  la gente scende in strada

Varie manifestazioni hanno preso vita nella provincia di Buenos Aires per protestare contro la violenza che ha visto domenica scorsa la vittima numero 18. La criminalità, ha lasciato morti ammazzati nel 2011 nella sola  provincia capitolina, 73 vittime: una ogni 5 giorni.

ESP: Varias marchas multitudinarias se han realizado en la provincia de Buenos Aires, Argentina, como protesta por la muerte Nicolás Castillo, apuñalado en una parada de transporte público. La criminalidad, ha dejado muertos matados en el 2011 en la sola provincia capitolina, 73 víctimas:  uno cada 5 días.

L’insicurezza, la paura di uscire soli alla sera, i telegiornali che ti raccontano un quotidiano ebbro di violenza ed omicidi.

Tale scenario, parte di un’ampia realtà di un paese sconfinato e straordinario, che ha dato durante il secolo scorso la possibilità di riscattarsi dalla povertà a moltissimi nostri connazionali, non ha fermato le proteste dei cittadini della provincia di Buenos Aires, stanchi dei troppi omicidi avvenuti negli ultimi 36 giorni.

La violenza che colpisce tutto  il latinoamerica (e non solo) spesso ci porta ad assistere a manifestazioni di solidarietà grandi e forti come la violenza che ha generato il crimine stesso. Domenica scorsa, l’uccisione numero 18 avvenuta nell’ultimo mese, ha portato moltissime persone a manifestare in più occasioni nella provincia di Buenos Aires.  

La vittima, Nicolás Castillo di soli 19 anni  è stato brutalmente ucciso, per  potergli rubare le scarpe ed il cellulare. Per ora gli investigatori hanno fermato un maggiorenne e due minorenni e stanno trattando di determinare se l’autore materiale di tale omicidio sia uno dei due minorenni come affermato dalle varie  testimonianze. La polizia sta ricercando anche una quarta persona sospettata di essere coinvolta in questo delitto.

Molte persone in queste ore durante le varie manifestazioni,  hanno chiesto Giustizia per la giovane vittima, colpevole solamente di essersi trovato nel luogo sbagliato nel momento sbagliato.  La mano violenta quasi sempre  guidata dall’indigenza e dalla disperazione, ha lasciato morti ammazzati nel 2011 nella sola  provincia capitolina, 73 vittime: una ogni 5 giorni.

Un video che testimonia le forti proteste avvenute in queste ore.

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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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