Breaking News: La dittatura U.S.A vieta a Cuba di partecipare alla VI Cumbre

Finisce sul nascere la sola ipotizzata presenza di Cuba alla VI Cumbre. Santos, in visita all’Havana, ha riferito di non poter invitare Cuba, dietro pressioni che gli USA hanno fatto negli ultimi giorni. Se questa è democrazia…

ESP. Se acabò ante de  nacer la  hipotizada presencia de Cuba a la VI Cumbre. Santos, en visita al Havana, ha referido de no poder invitar a Cuba, tras de las presiones que los EE.UU. han hecho en los últimos días. Si ésta es democracia...

Si è conclusa ancor prima di iniziare l’avventura di Cuba alla VI Cumbre. Ieri, il quadro politico complesso riversava in uno stato confusionario.  Il Presidente colombiano Santos , “l’organizzatore dei giochi”, pareva agonizzante e vacillante tra i diktat imposti dagli Stati Uniti e le pressioni dei Paesi Membri dell’OEA. Gli USA non volevano che  partecipasse in alcun modo alla Cumbre del prossimo 14-15 Aprile. Anche per evitare che Obama potesse trovarsi in altre situazioni d’imbarazzo (com’era successa nel 2009 quando gli fu consegnato da Chavez il libro “Le vene aperte dell’America latina”   ) di fronte al presidente cubano Raul Castro.

Obama - Chavez nel 2009 . Fonte foto internet.

Ma Raul Castro non ci sarà e la presenza cubana resta preclusa per volere degli Stati Uniti. Questi ultimi non vedono motivo per il quale Cuba debba partecipare ad una Assemblea di cui non condivide i progetti, e comunque non è ammessa in quanto il governo non è di fatto legittimato dal volere del popolo. Come un ritornello che continua  fuorimoda ad essere trasmesso imperterrito da tutte le radio, Cuba non può partecipare a la VI Cumbre in quanto non risponde dei requisiti democratici basilari.

Certo è che l’obiezione statunitense si rivela di completa chiusura. Un mancato dialogo che oltre a non rispecchiare le basi stesse su cui s’appoggia un reale governo democratico, non rispecchia il volere del popolo nordamericano, da recenti sondaggi schierato più che mai contro il blocco statunitense. E’ per questi motivi che il mancato confronto genera nella propria incoerenza una situazione d’una gravità assoluta. Un governo infatti, che presenzia un’area che non gli compete,   in un incontro che non gli compete, si sente di stabilire una linea su cui sono obbligati ad attenersi tutti i partecipanti.

Il Presidente Santos ha però fatto capire, durante la visita all’Havana, mentre rafforzava i propri legami commerciali con il Venezuela,  che la Colombia è più che mai popolo amico e che dal momento che tutti gli invitati non hanno accettato la presenza cubana, non può formalmente fare l’invito a Cuba.

Santos ha ringraziato il Presidente Raul , che per intelligenza si è distinto nella situazione ed ha evitato inutili polemiche, ringraziando invece i popoli fratelli del latinoamerica. Cuba ha anche precisato, attraverso le dichiarazioni del Ministro degli Esteri, che mai ha richiesto d’essere invitata, ma ha solo riferito che qualora invitata avrebbe accettato l’invito e avrebbe assistito alla Cumbre.

La Colombia, alleata storica degli Stati Uniti, ha fatto capire di non aver potuto decidere liberamente, e che ha dovuto sottostare alle pressioni politiche statunitensi. Di fatto, la Cumbre perde l’opportunità d’un confronto e di un riavvicinamento così atteso.

Ma i tempi non sono ancora maturi. Anzi, sono aspri, tra tante strisce e tante stelle quante sono le guerre in programma dall’Amministrazione più deludente al mondo, qual è quella attuale americana, schiacciata dalla pressione asfissiante d’una opposizione più che mai guerrafondaia.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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