Banca Mondiale: Nel calo di povertà estrema del latino america, splende il Venezuela di Chavez

SI RIDUCE LA POVERTA’ NEL MONDO. MA SONO ANCORA UN MILIARDO, LE PERSONE CHE LOTTANO PER SOPRAVVIVERE. RIPORTIAMO QUESTI DATI PER SENSIBILIZZARVI, AFFINCHE’ OGNUNO, NEL PROPRIO PICCOLO, POSSA SCONFIGGERE IL MALE DEI MALI: L’INDIFFERENZA.

 ESP: SE REDUCE LA POBREZA’ EN EL MUNDO , PERO TODAVÍA SON UN   MIL MILLONES, LAS PERSONAS QUE LUCHAN PARA SOBREVIVIR. REPORTAMOS ESTOS DATOS PARA SENSIBILIZARVOS, PARA QUE’ CADA UNO DE NOSOTROS, PUEDA DERROTAR EL MAL DE LOS MALES:  LA INDIFERENCIA.

La povertà estrema in America Latina è in calo. Questo è il dato diffuso dalla Banca Mondiale pochi giorni fa, a seguito di uno studio condotto tra il 2005 ed il 2008. Nel 2008, il 22% della popolazione di tutte le aree definite in via di sviluppo, circa 1 miliardo e 300 mila persone, viveva in condizioni di povertà estrema, intesa come coloro che percepiscono un reddito giornaliero inferiore a 1,25 dollari.

Non ci sentiamo di considerare il dato “positivo”, come espresso da alcuni organi di stampa, a fronte del progetto che si proponeva di ridurre la povertà di questo tipo entro il 2015, rispetto ai primi anni ’90. Se comparato al 1981 si può comunque prendere atto di un miglioramento in termini numerici. In quell’anno erano stimati in 1 miliardo 940 mila gli individui che vivevano in totale condizioni di miseria. E’ la prima volta, spiega la Banca Mondiale, che il trend positivo in atto si consolida negli anni e prosegue da oltre un trentennio.

Con sede a Washington, la Banca Mondiale è costituita da due organi istituzionali internazionali che attuano diverse misure al fine di fronteggiare la povertà e coordinare gli aiuti ed i finanziamenti per gli stati in via di sviluppo.

Focalizzando la nostra analisi sull’America Latina e nei Caraibi viene confermato un miglioramento in atto delle situazioni delle masse povere. Si passa dal 14% di poveri del 1984, al 6,5 del 2008. Si continua a a parlare in termini statistici di una vittoria intesa come un segnale importante, tanto più in un contesto che già negli anni considerati si presentava ostile per il rincararsi del prezzo degli alimenti e delle fonti energetiche; connesse tra loro queste due ultime voci apparivano come due micce che se fatte detonare avrebbero portato ad un boom di miseria. Ed invece anche molti governi hanno preso per mano le economie di alcuni di questi Paesi e hanno cercato, pur tra mille limiti e difetti che si trascinano storicamente, di raddrizzare la situazione.

Trend del tasso di povertà estrema in latino America (anni a confronto)

Il caso più eclatante è quello del Venezuela, che negli ultimi dodici anni è secondo solo all’Ecuador per riduzione del tasso di povertà. E’ qui che si registra il miglioramento più vistoso e che corona con risultati fantastici il programma sociale del Presidente Hugo Chavez. Il 27,8% dei 29 milioni di venezuelani vive sotto la soglia di povertà, contro il 49,4% del 1999, anno in cui Chavez iniziò la propria “era” alla Presidenza. Il Venezuela è ora il fatto il paese della regione con meno disuguaglianze, trono infelice che spetta ora al Guatemala. Il risultato di prestigio, riconosciuto anche dai detrattori acerrimi quali quelli della testata giornalistica statunitense Fox News, è il mix di aiuti pubblici, incremento dei salari minimi, assegni di sostegno a favore di nuclei familiari con grosse difficoltà economiche, ad anziani senza reddito e a donne in gravidanza. Oltre a questo, accesso gratuito all’educazione primaria e secondaria e cambi nella struttura tributaria che prediligi vantaggi fiscali per i ceti più poveri.

Non mancano però le piaghe, tra cui un’insufficiente  “mentalità produttiva“, laddove la corruzione e l’assenteismo sono un costo ed un danno ancora importante ed un atteggiamento parassitario da debellare. Il risultato positivo per il caso del Venezuela è ottenuto per il 45% per via della crescita economica e per il 55% per una miglior distribuzione della ricchezza creata. Certo il Venezuela applica una politica dagli alti costi sociali, corretta ma anche tanto criticata allorché si riflette se si possa considerare buona una politica che si basa su una economia che non poggia tanto sulle strutture pubbliche e sulla produttività, quanto sul prezzo del petrolio, lasciandola così in balia delle oscillazioni delle rendite legate all’oro nero. In tal contesto una crescita risulta essere meno strutturata ed estremamente labile ed insicura, laddove un miglioramento è sempre esposto ad una ricaduta rapida.

Il cambiamento reale in America Latina si è registrato a partire dal 1999. Come l’Africa, il gigante latino, il Brasile, faceva registrare le più grandi differenze sociali. Lo sviluppo, i tassi di crescita, accompagnati da una consapevole ridistribuzione e riqualifica di estese aree hanno permesso di sradicare l’ingiustizia più crudele: la morte di tanti bambini, lungo la strada, abbandonati alla propria sorte, senza né cibo né acqua. Secondo l’indice di sviluppo umano, altro indicatore che mette l’individuo al centro dello sviluppo di un Paese, sono Argentina, Uruguay e Cuba i fiori all’occhiello dell’area latino americana e locate nell’area ad alto sviluppo umano.

Il delegato cubano Juan Antonio Quintanilla, dalla XIX sessione del Consiglio dei Diritti umani dell’ONU svoltasi a Ginevra, ha denunciato l‘aggravamento della povertà nel mondo, sempre più diffusa e che quindi aiutare, come ha fatto Cuba in questi anni, diventa sempre più un must. Non ha citato alcuna fonte ufficiale, in netta controtendenza con quella alla quale il nostro articolo si è inspirato. La Banca Centrale ha però voluto smorzare un facile quanto ingiustificato entusiasmo affermando che i 660 milioni di persone strappate alla povertà estrema, continuano a condurre un regime di vita povero e che ancora si stanno limitando a condurre un’esistenza che è sopravvivenza.

Con questo ritmo nel 2015 resteranno oltre 1 miliardo gli individui che vivranno al di sotto della soglia di povertà. E’ per questo che si deve creare un giusto contesto che sfugga anche alla ciclicità dell’economia e che possa invece determinare una crescita intelligente, accompagnata da istruzione, cultura, conoscenze.

Il messaggio per tutti coloro che leggono questi dati, come di coloro che li riportano, è che una piccola fetta di mondo può fare la differenza nel salvare moltissime vite umane, attraverso l’abnegazione della propria indifferenza quotidiana e essendo consapevole che la differenza parte come sempre da un piccolo gesto.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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