Breaking News U.S.A & America Latina — 08 settembre 2011
America Latina: almeno 20 giornalisti assassinati nel 2011

IT: Secondo Cnn internacional il 2011 è stato l’anno  nel quale  la violenza contro  i giornalisti in latinoamerica,  ha raggiunto livelli da record. Sarebbero almeno 20 giornalisti assassinati nel 2011.

ESP: Según Cnn internacional el 2011 ha sido el año en el que la violencia contra los periodistas en latinoamerica, ha alcanzado niveles de récord. Estarían 20 los periodistas asesinados en el 2011.

Secondo quanto riportato da Cnn internacional il 2011 è stato l’anno  nel quale  la violenza contro  i giornalisti in latinoamerica,  ha raggiunto livelli da record.

Sarebbero almeno 20 i giornalisti assassinati nel 2011. Fonte foto CNN.

La CPJ, ( comitato per la protezione dei giornalisti ) ha reso noto e confermato che 3 giornalisti sono stati assassinati  per rappresaglia  al loro lavoro,  mentre i restanti 17 casi sono ancora in fase di valutazione perche fino ad ora non si è potuto determinare se la violenza arrecata alle persone assassinate  sia avvenuta o meno  per l’esercizio della loro professione.

Secondo la Commissione Nazionale di Diritti umani (CNDH) il totale dei morti dal 2000 ad oggi, con questa nuova ondata di violenza salirebbe a 74 . Un numero ingentissimo in termini di vite umane.

Il Messico non poteva essere esente da questa triste ondata di violenza contro i giornalisti. Con 5 giornalisti assassinati, è il paese in  cui  si è registrata  la maggiore concentrazione di violenza, senza tener conto delle recenti morti di due reporter, Rocío González Trápaga e Ana María Marcela Yarce de Contralínea , avvenute  in circostanze non ben definite.

In Brasile ed in Honduras,  sempre secondo il comitato per la protezione dei giornalisti,   sono stati feriti a morte 6 giornalisti,   3  per  ogni paese ,    mentre in Colombia, Venezuela, Guatemala, Perù, El Salvador e Bolivia il conteggio totale sarebbe di 6 , 1 uno per paese.

Un bilancio drammatico ed assurdo,  dove gruppi criminali di vario genere “inoculando” terrore  nel tessuto sociale del loro paese,  creano sacche di autocensura di silenzio e omertà tra la popolazione, con il solo  fine di   inibire il sacrosanto diritto alla libera informazione basilare e indispensabile in un paese che si voglia definire democratico.


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È da “sempre” in contatto con l’isola cubana che ama quanto il suo paese. Sposato da più di due lustri con una cittadina cubana , affonda per passione, parte del suo quotidiano nella ricerca e nello spassionato approfondimento della realtà dell’isola caraibica. Francesco, ama particolarmente di Cuba l’aspetto poetico, romantico, che perdura nel tempo nonostante tutto, e che sa cogliere ogni qual volta si reca nell’isola. Cosciente, ed informato della realtà cubana, vuole attraverso questo sito, apportare il suo contributo informativo , contrapponendo la sua visione “romantica” ,con la difficile realtà del quotidiano cubano.

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