Breaking News — 01 dicembre 2010
Alluvioni Venezuela: 29 morti e 56000 sfollati

Le inondazioni in Venezuela. Fonte foto: TalCualDigital.com

Non è facile neppure rincorrere i danni che il maltempo riserva in questo periodo in quasi tutto il mondo. Se la stagione delle piogge è consuetudine, così non si può dire dell’intensità con le quali si abbattono senza soste provocando qua e là frane, alluvioni con conseguente triste bilanci in termini di vite umane.

E’ il turno del Venezuela ora, con un Chavez che ha già preso in mano la situazione ed ha dichiarato lo Stato d’emergenza nei due distretti su cui si estende Caracas, Miranda e Capital, in quello di Vargas e in quello di Falcon, il primo ad essere colpito, dove 32.000 persone sono già state evacuate. Prego Dio – ha dichiarato il Presidente alla tv di Stato Venezuelana – di non dover dichiarare calamità naturali dell’entità di quelle che stanno affliggendo la Colombia, dove 28 Stati su 32 sono in emergenza e si contano oltre 1 milione e 200.000 persone tra gli sfollati e colpite.

Il bilancio parla già di 25 morti e le case parzialmente o totalmente danneggiate dalle inondazioni sono migliaia. Dalle ultime notizie si parla di 33.442 persone colpite dalle piogge, cioè 7500 famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni. Secondo la testata giornalistica LaVerdad.com i morti sarebbero già aumentati a 29 e oltre 56 mila gli sfollati.

Il vicepresidente della Repubblica Venezuelana, Elías Jaua, ha riferito che sono già stati predisposti 259 rifugi in prossimità dei principali centri abitati del Paese, a fronte di una emergenza che si farà sempre più sentire nel corso dei prossimi giorni. A supporto di luoghi atti ad ospitare in sicurezza tutti gli sfollati, sono stati creati 164 centri di provvista, riforniti con 1.132 tonnellate di alimenti e2.800 articoli di prima necessità quali materassini, vestiti, articoli di pulizia, sanitari e di primo soccorso. Chavez ha messo a disposizione anche appositi spazi del Palazzo Presidenziale.

L’imponente macchina organizzativa che è stata spiegata in queste ore prevede l’impiego di 4.573 funzionari della Forza armata, gruppo coordinatore per 2.331 miliziani e3.657 volontari ed arruolati della Protezione Civile.soccorritori al lavoro. Fonte foto: laverdad.com

Jaua ha poi allertato la popolazione degli Stati in prossimità di Caracas (Anzoátegui, Sucre, Monagas e Bolivar), a non transitare verso la capitale dove al momento si stanno mettendo in sicurezza alcuni punti dell’autostrada che risultano essere danneggiati e quindi potenzialmente molto pericolosi, soprattutto all’altezza di Caucagua”. Il governo ha poi disposto, con l’appoggio di aziende private, una fitta rete di macchinari ed attrezzature in grado di arginare i danni nelle donne più colpite.

Sarebbe inoltre già stato approvato il Progetto di Legge riguardante l’emergenza dei terreni urbani, voluta da Chavez per poter disporre di aree in cui costruire abitazioni da utilizzare nelle situazioni di calamità, garantendo una casa alle persone affette dalle alluvioni o da altri tipi di calamità naturali.

Richiamando tutta la popolazione a restare unita e ad attenersi scrupolosamente alle istruzioni dei gruppi di soccorso, il Governo sta lavorando duramente per scongiurare il ripetersi della strage di Vargas che nel 1999 colpì il paese provocando oltre 30.000 morti e che, ad oggi, risulta ancora la più grade calamità mai registrata in Venezuela.

Le piogge, secondo le previsioni dell’ Istituto Nazionale di meteorologia e idrologia (Inameh), dovrebbero cessare in un primo momento venerdì, per poi persistere sino alla seconda  metà di Dicembre.

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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