Alcuni punti chiave sulla vicenda di Osama Bin Laden

Nella morte di Osama Bin Laden appaiono lampanti alcuni punti chiave, che non possono che evidenziare l’episodio di cui molto si è parlato in chiave negativa.

L’uomo, una delle pagine più tristi dell’umanità, non è morto, è stato ucciso.

Fonte foto: http://corriereal.wordpress.com/

Diamo per scontato che così sia realmente, senza considerare i complotti sulla presunta farsa, sulla messa insegna. Ogni morte di questo calibro è quasi sempre soggetta a teorie bizzarre, che tirano in ballo anche gli UFO e chissà che cosa altro. Osama è mediaticamente al pari di una “rockstar” e come tali, la morte si tinge di mistero.

Osama Bin Laden è stato brutalmente ucciso da un commando di forze americane. L’operazione è stata effettuata su territorio Pakistano, nella città di Abbottabad.

Altro punto. Una operazione che non ha osservato le norme internazionali della sovranità dei popoli. In questo caso ad essere violato il popolo pakistano. Non citiamo Cuba, perno centrale su cui è incentrato il nostro sito, la cui violazione della sovranità continua imperterrita in forme più o meno violente.

Ancora. Delusione Obama. Quel che per bocca dei giornalisti è diventato, per  via d’un gioco fonetico,  il Presidente Osama o Obama Bin Laden, è un’altra triste nota della vicenda. Il Presidente del  cambiamento, non ha cambiato la politica d’invasione. Sta facendo meglio del precedente Bush Jr. questo è certo,  ma la domanda è:  sarebbe stato possibile fare peggio?

Obama ha raccontato la propria versione dei fatti, ha esposto la sua versione elaborata, poi smentita dai giornali statunitensi quali il New York Times, e ha intascato i benefici cercati.

L’esecuzione di Osama (e non la cattura) è diventata la più grande conquista del mandato dei democratici e grazie a questo bagno di sangue la sua popolarità ora si è impennata. Tutto sta dentro i giochi politici, che a loro volta stanno  nel complesso gioco della verità, o meglio, delle verità mediatiche.

Si può accusare a prescindere Obama, lo si può processare, dichiarare colpevole e stabilire l’entità della condanna. Sono tutte armi in cui gli Stati Uniti hanno deciso di credere fermamente e che in questi anni hanno esaltato ad ogni costo, cercato di esportare ad ogni costo. Ecco perché una esecuzione non è accettabile. Perché è al di fuori di ogni regola.

Anche Fidel Castro ha già pubblicato due riflessioni sulla vicenda. Se nella più recente emergono dubbi sulla versione reale entro la quale si è svolta l’operazione segreta del commando e dati su ciò che riportano tutte le maggiori testate giornalistiche mondiali, nella precedente Castro aveva definito quello di Obama “un assassinio”,  la revisione dell’accaduto è lucida e schietta.

Il preambolo ovviamente è incentrato sul fatto che il Governo di Cuba, sdegnando ogni azione violenta che possa portare a morti civili, non può che essere  solidale con gli Stati Uniti per quel che è accaduto nel 2001 e condannare fermamente Osama Bin Laden e le organizzazioni terroristiche, di qualsiasi tipo.

Ma una volta condannato il nemico e messi insieme i pezzi della tragedia ecco che le modalità si dividono e Castro rammenta ciò che ha sempre ricordato. Il terrorismo non si può vincere con la violenza e la guerra.  E se il discorso di Obama fa leva sul dolore del ricordo sempre vivo di tutti gli orfani che sono cresciuti in seguito all’attacco delle Torri Gemelle, dall’altro si deve ricordare gli altrettanti che sono stati puniti ingiustamente, in Iraq ed in Afghanistan, dopo un decennio di macelli infernali ai danni di civili ed innocenti. Queste stesse vite, estranee alle vicende sino a quando sono state colpite da una qualche bomba, coveranno rancore per chi ha condizionato le loro vite e quelle dei familiari, e vedranno nell’esecuzione di Obama un motivo in più per vendicarsi. Perché alla fine terrorismo è anche vendetta ed odio.

Il pericolo è che Osama ora sia diventato qualcosa di più forte “sia diventato un personaggio più pericoloso”.

Castro conclude “La stessa opinione pubblica degli Stati Uniti, dopo  l’euforia iniziale, terminerà criticando i metodi che, lontano dal proteggere i cittadini, terminano moltiplicando i sentimenti di odio e di vendetta contro di loro.”

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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