Al cinema un ritratto di Cuba: 7 giorni all’Havana

7 giorni all’Havana

In uscita da un paio di giorni nei cinema italiani un film ambientato nella capitale cubana. L’Havana è da sempre meta forzata e desiderata da giovani idealisti, curiosi, turisti d’ogni tipo, anche detrattori, giovani e meno giovani alla ricerca d’un amore al di fuori della routine, sia esso un’avventura o l’inizio di qualcosa di coinvolgente e sovente, tribulato. E’ anche tappa del turismo mordi e fuggi, inserita come semplice escursione per il popolo del braccialetto occidentale, quello cui hai diritto al tutto preconfezionato. Effetto collaterale dei resort e delle strutture turistiche del “come se fossi a casa”, lontane da casa.

Il film, 7 giorni all’Havana, anteprima mondiale al Festival di Cannes dello scorso 23 Maggio, è stato girato nel 2011. 7 registi per 7 episodi in un montaggio caratteristico ed efficace sotto il punto di vista strettamente cinematografico.

L’aspetto più interessante del film, 7 cortometraggi d’autore, è l’ambientazione, che riscopre l’Havana nella stagione primaverile, periodo dell’anno in cui sono state girate le scene.

Per chi è innamorato della capitale, o per chi ne è semplicemente attratto, musiche, ambientazioni sono sufficienti a trasportare lo spettatore direttamente sull’isola caraibica ed immergersi nelle 7 storie raccontante dinnanzi a continui riferimenti sessuali e ad una critica di un sistema che rappresenta l’accentuazione della crisi perenne in un momento di ostinata recessione mondiale.

 

Il nuovo film, in 7 cortometraggi, ambientato all'Havana

La critica politica, sterile, vuol essere sottesa, ma appare invece lampante e vuota. Una critica fine a sé stessa, che continua a ribadire che la realtà e quotidianità non è quella raccontata dal regime.

Il film vuole trasmettere quanto sia difficile vivere a Cuba, e ancor più sopravvivere nella caotica capitale cubana, dove il guadagno è frutto di improvvisazione, dote ben più importante ai fini economici della propria mansione lavorativa. Lontani dalla propaganda del regime, unica responsabile di questo mattatoio societario, il film desidera mostrare liberamente la realtà. Ma il cinema e le riprese non sono realtà, ma interpretazione soggettiva e perlopiù limitata della stessa.

Certo è che i registi in sin dei conti sono semplici turisti che colgono pochi aspetti della realtà complessa ai fini della stessa quotidianità che pretendono raccontare. Quella si racconta al di là d’una fotografia ben presentata o di un elaborato estratto artistico.

Il film si dimentica del contesto e forse racconta quel che tutti vogliono raccontarci, cadendo dall’originalità di alcuni aspetti scenici alla banalità e ripetitività. Niente di nuovo ad una ennesima ramanzina qualunquista nei confronti d’un sistema politico diverso dal nostro come dagli altri del continente latino. Sarebbe stato più opportuno ed interessante, se il fine era tingere con occhio genuino e realistico, vedere 7 cortometraggi ambientati in altrettanti capitali del latinoamerica, da Santo Domingo, a Bogotà, da Città del Messico a Brasilia, per offrire uno scenario più definito ed oggettivo di quel che vuol dire vivere e, spesso, non sopravvivere in una capitale latinoamericana.

Produzione cinematograficamente interessante, per il resto meglio lasciar perdere.


 Abbonati Gratuitamente

Articoli Recenti

Condividi

Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *