Breaking News — 20 giugno 2010

Sul dramma di Haiti scrissi questo articolo, a pochi giorni di distanza dal terremoto.

http://thisiscuba.net/?p=351

Le cose ovviamente si sono sviluppate. Non necessariamente come auspicavamo.

Serviva un programma Rai, “C’era una volta” per ricordare e darci notizie aggiornate su ciò che sta accadendo ad Haiti. E’ già perché come sempre accade, e come già lo abbiamo ricordato, si dà la notizia e poi ci si dimentica.

L’earthquake ad Haiti ha smosso il mondo intero. Un rimbombo di quella scossa si è estesa in un clima di solidarietà contagiosa.

Si sono create organizzazioni non governative.

I fondi raccolti sono stati ingenti. Ma come sovente accade, le mani esperte hanno posato il loro tocco vellutato su tali depositi ed hanno ucciso senza sporcare le mani indirettamente. Stanno ancora uccidendo, con l’ingordigia del porco, impuniti e sorridenti, a mostrare i loro bei volti curati.

Le mani esperte hanno dirottato parte dei fondi. Un’altra bella fetta è stata mal gestita ed il risultato è un accesso difficoltoso agli aiuti umanitari. Altre volte l’accesso si è rivelato impossibile.

Non vanno inoltre dimenticate tutte quelle organizzazioni di pedofili incalliti che hanno invaso (e stanno invadendo) Haiti, alla ricerca di tutti quei bambini che possono essere ceduti senza tanti controlli laddove il clima di disperazione e miseria toglie ogni capacità di raziocinio ed annienta le speranze per il futuro. Tale terreno fertile diventa ovviamente opportunità per acquistare animi giovani, per quella gentaglia “carne da macello” a prezzi scontati.

Gli Haitiani sono anche diffidenti verso gli Stati Uniti, pulsa un certo sentimento antiamericano o un certo rancore latente verso le vecchie colonie europee che hanno impoverito un paese non povero.

Dittature corrotte ed invasioni hanno svuotato le casse dello stato sino a non lasciare più nulla ed hanno abusato della ricchezza del paese. Un haitiano si chiede incredulo “come possono le potenze economiche considerare l’estinzione parziale del debito pubblico del paese un aiuto? Come si può parlare di debito verso un paese ed un popolo che è sempre rimasto sotto scacco di europei ed americani, svendendo la propria storia, le proprie speranze e lo stesso futuro? A livello storico è Haiti che dopo svendite folli ed intere deturpazioni del proprio patrimonio dovrebbe richiedere un risarcimento”.

Gli americani hanno controllato e controllano il paese, lo tengono in scacco, una roccaforte che assicura manodopera a basso costo per le industrie. E poi vi è stata la folle promessa d’un libero mercato, laddove non poteva funzionare, mettendo a competere piccoli produttori locali, con multinazionali organizzate gestite con ogni mezzo e tecnologia. In questo modo le coltivazioni locali e le proprietà nazionali sono divenute semplice opportunità d’ulteriore arricchimento per le economie straniere. E le scuse di Clinton, in questo verso, vere o presunte, sono la testimonianza d’un fallimento che continua nonostante tutto con il progetto ALCA, che ora dovrà vedersela con il contrapposto progetto ALCA (http://thisiscuba.net/?p=601)

In alcuni campi improvvisati, dove imperviano malattie, ed a ridosso dell’imminente stagione delle piogge, non si è mai visto un medico. Stagione delle piogge vuol dire essere indifesi verso i terribili uragani, con fiumi e torrenti in piena che sradicano dal loro letto tutti quei detriti e scarichi accumulati e che possono divenire una mina vagante in grado di portare pestilenze ed epidemie ovunque. Questi campi non si possono neppure definire “tendopoli”, perché le tende sono poche. Quelle stesse tende che dovevano essere cedute a milioni gratuitamente e che invece sono state distribuite dietro ricatti, dietro compensi e risparmi di una vita. Altri restano fuori, tra sporcizia, desolazione, a mescolarsi nel niente, a mostrare a noi i visi autentici di chi vive l’inferno ogni giorno, sulla nostra beneamata terra.

Le donne si prostituiscono di fronte agli avvoltoi impassibili verso ogni forma di sentimento o pietà, i bambini vengono comprati, per essere stuprati, violentati, e per poi essere indirizzati ad un mercato d’organi sempre più florido, che poggia su d’una globalizzazione, che non può fare da garante della pubblica morale; le persone vengono spogliate prim’ancora dei propri diritti della propri dignità e vengono accusati pubblicamente da qualche esponente dell’attuale governo, niente più che uno dei tanti corrotti della storia del paese, di essere rimasti in vita e magari dare alla luce bambini che altro non sono un pericolo per la “sicurezza del paese”.

Si sta parlando di tornare a far pagare la sanità agli Haitiani dal prossimo 12 Luglio. In un disastro del genere questa è la testuale dichiarazione rilasciata dal Ministro della Sanità Haitiano che ci lascia senza parole.

Le imprese, specialmente del rame tessile, hanno creato una grande zona industriale, dove trovano occupazione, a loro dire, molti haitiani, in modo da permettere loro di generare un potere d’acquisto nella fascia media e sconfiggere col lavoro la situazione critica in cui versa il paese.

Giusto, se poi non vedessimo che tutti i lavoratori se ne vanno rifiutando una banale domanda a microfoni aperti, coprendosi il volto. I pochi che prendono coraggio parlano di uno sfruttamento in piena regola, da parte dei titolari, perlopiù nordamericani ed europei, con l’eccezione di qualche coreano. Una paga di circa 4 dollari al giorno, ritmi estenuanti, nessuna pausa, i sindacati non sono ammessi e le donne che prima d’essere assunte devono dimostrare d’essere brave…s’intende in che modo.

Tutte queste cose nella vita non dovrebbero accadere. Ma tutte queste cose accadono puntualmente ogni giorno. E sono d’accordo quando tra i tanti peccati si addossi all’indifferenza il male più grande, laddove l’uomo perde di vista il proprio dovere di vivere nel rispetto degli altri. E’ semplice ed elementare, ma il percorso della vita può renderlo difficile.

Continueremo a raccontare di questi uomini senza volto, di questi fatti che come eclissi oscurano l’uomo e l’umanità.

ThisIsCuba continuerà ad aggiornare con le poche forze di cui dispone, sperando nel vostro contributo collaborativo (e non monetario), affinché la nostra voce possa diventare un progetto volto ad una vera crescita, fatta di economia solidale ed al tempo stesso moderna e tecnologica.

alcuni contenuti e testimonanze dal programma Rai: “C’era una volta”

fonte foto: internet (http://www.vocialtrove.com/2010/01/18/haiti-dramma-nel-dramma/)

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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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