A Cuba per l’Escozul o Vidatox 30 CH: speculazione o efficace rimedio antitumorale?

Su Escozul e Vidatox 30 CH quel che resta è una gran confusione. Tante voci, tanti proclami. Poco altro.

Magie della componente placebo, che in un contesto come quello nell’ambito della patologia neoplastica, affiora ed inzuppa di tante speranze i diretti interessati. Ed i Italia come nel resto del mondo sono tanti e sempre pronti ad affidarsi a cure che nella propria logicità hanno semplicemente il punto di forza nell’alternativa medica talvolta inefficace e con cui è difficile convivere.

Al momento, scientificamente parlando Escozul o Vidatox 30 CH sono alternative omeopatiche che sono prive d’alcun fondamento. La casa cubana, la Labiofam, che ne ha permesso la distribuzione in Europa dell’Est come in alcuni paesi dell’America Latina, da anni mette a disposizione dei malati oncologici il proprio prodotto e da anni tarda a far arrivare risultati certificati.

Le pubblicazioni scientifiche parlano di efficacia paragonabile al placebo e anche presso la Camera dei Deputati, la Commissione Igiene e Sanità non ha portato a nulla di concreto.

La distribuzione di Labiofam anche al di fuori di Cuba, dietro contratti economici non indifferenti, lascia il dubbio di una speculazione economica. La via di fuga sta nell’omeopatia del prodotto, tipologia di registrazione che permette di sfuggire a tutte le normative che richiedono un dossier completo che comprovi l’efficacia, la qualità ed il profilo di sicurezza del farmaco in un iter che ripercorre gli studi preclinici e clinici. Forse Labiofam ha anche provato questa strada, ne ha avuto tutto il tempo d’altronde, ma risultati non ne ha visti e quindi è rimasta attaccata ad una tipologia che più del placebo non va.

A chi parla di interessi delle multinazionali farmaceutici, direi che il prodotto non risulterebbe scomodo alle stesse. Si è già visto che non è curativo, al massimo antinfiammatorio naturale, ma i profitti non toglierebbero in ogni caso fette di mercato alla medicina tradizionale. Anzi, sarebbe un supporto che, come riportato, vuole migliorare la qualità della vita del paziente oncologico.

Punto cardine quindi il Dossier. Dov’è? Non c’è. Quindi punto e a capo.

La ricerca scientifica è snervante, richiede anni ed anni, tentativi a vuoto, investimenti che in questo momento faticano ad essere supportati. Le case farmaceutiche sono industrie che generano profitti come tutte le altre e non si possono permettere perdite. E’ una realtà triste ma di fatto è così. Questo non toglie il fatto che se richiedere ed ottenere guadagni dai tanti sforzi fatti sia una richiesta accettabile, non lo è lucrare sulla salute del paziente impedendo ad alternative mediche di svilupparsi. 

Se qualche colosso farmaceutico avesse adocchiato del potenziale reale nel Vidatox 30 Ch o Escozul lo avrebbe già fatto suo. Può anche essere che abbiano monitorato il medicamento. Ma quel che resta sono testimonianze, guarigioni, ma anche tante ammissioni di inefficacia.

Prendiamo un esempio. I farmaci equivalenti, i cosiddetti generici. C’è il farmaco brand, quello di marca. E poi le tante case che producono il farmaco generico su principi chiari di comprovata bioequivalenza. Ad oggi l’intervallo terapeutico dei farmaci generici deve riprodurre una curva di biodisponibilità, sovrapponibile praticamente a quella del farmaco brand, e comunque restare in un range compreso tra l’80 ed il 120%.

Il risultato terapeutico deve essere identico per il paziente. Ma sovente il paziente diffida e anzi, mostra la propria sicurezza di fronte ad una inefficacia del farmaco generico. Cosa pensare in questi casi?

In questi casi il paziente può aver realmente notato una riduzione dell’efficacia terapeutica del farmaco. Ma il responsabile non è il farmaco, l’oggetto di colpevolezza per il paziente stesso.

E’ la suggestionabilità del paziente stesso. Quello stesso effetto placebo, quella componente psicologica che parte dalla diffidenza verso il prodotto e che incide sull’efficacia stessa. E’ insomma il pregiudizio a fare la differenza e non il prodotto. Questo vale per qualsiasi altro prodotto. La diffidenza e la predisposizione alla base, creano un lato psicologico che ha valenza medica a tutti gli effetti tanto da mettere a rischio l’efficacia della terapia.

Escozul Vidatox 30 CH ad oggi funziona in alcuni casi in questi termini. A nostro modo di vedere ad oggi di oggettivo non c’è proprio nulla, se non un arricchimento dell’azienda farmaceutica cubana Labiofam, che sta speculando come tutte le altre aziende farmaceutiche, con la sola differenza che non assicura alcun risultato per la mancanza di una ricerca scientifica vera e propria.

la tossina estratta dal veleno dello specie endemica cubana dello scorpione Rhopalurus iunceus, resta un rimedio efficace nei termini in cui lo sono tutti i prodotti omoeopatici e quindi nessun valore aggiunto rispetto al placebo, cosa che per gli stessi principi di diluizione assomigliano assai.

 foto: thisiscuba.net

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Articolo scritto da:

L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

(7) Readers Comments

  1. Non concordo per esperienza personale purtroppo ( i miei due genitori) i medici hanno riscontrato una riduzione del tumore e degli effetti della chemioterapia “fuori dalla norma”. Per quanto riguarda l’effetto placebo non credo che possa giustificare riduzionidi tumore al fegato considerato inoperabile del 70%.
    E’ la mia opinione, la mia esperienza e la mia testimonianza.
    ciao

  2. nel caso da te riportato il placebo non mi sembra essere l’unico componente: i pazienti erano infatti in trattamento chemioterapico. Credo tu possa concordare comunque che evidenza e prova scientifica sono differenti. E non sono i pazienti a dover raccogliere ed interpretare empiricamente i dati e gli effetti, ma deve essere il team scientifico di Labiofam a raccogliere il materiale utile alla stesura di un dossier, invece che essere impegnata a vendere l’esclusiva per il proprio prodotto a case che si stanno arricchendo. Che almeno diano un supporto scientifico a tutto questo trambusto.

  3. Volevo chiedere a Saverio che prodotto prendevano i tuoi, mi pare che c’e’ differenza fra escozul naturale e refriigerato e vidatox prodotto omeopatico. E soprattutto sei andato a cuba? dove e cosa serve per averlo?
    Grazie

  4. Anche io volevo chiedere a Saverio come ha ottenuto l’escozul, sei è andato li? in quanti giorni lo hai avuto? se hai dovuto prenotarlo dall’ italia o ti sei presentato direttamente all’Avana? alla sede della Labiofam o in una farmacia come molti dicono? spero di avere queste informazioni il prima possibile.
    Grazie mille in anticipo

  5. Se a qualcuno può servire, ho l’escozul refrigerato appena arrivato da Cuba (il mio papà purtroppo non c’è più)

  6. per sonia, volevo contattarti per avere informazioni sulla tua esperienza grazie
    lomtany@libero.it

  7. Per sonia, sto cercando da qualche tempo di reperire l’escozul senza riuscirci, se puoi potresti contattarmi a lomtany@libero.it attendo risposta grazie. Riferito ai commenti precedenti, visti gli sviluppi recenti sulle cellule staminali, sul metodo zambrone per la cura della sclerosi, nulla mi meraviglia più. Se qualcuno ha deciso a propri risci de perseguire una via alternativa magari affiancata alla medicina ufficiale perchè ciò deve essere impedito ad ogni costo?? L’accanimento e la velocità con cui si tenta di insabiare ogni forma di cura che non sia quella ufficiale mi fa nascere più di un sospetto sul fatto che come obiettivo finale ci sia esclusivamente l’interesse economico e non la salute. I nostri ammalati affrontano e sopportano ogni giorno pene e malesseri indescrivibili spesso senza i risultati auspicati

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