Breaking News Italia ed Europa — 05 dicembre 2010
Spagna: pene esemplari per responsabili caos aereo

I passeggeri in attesa all'aeroporto internazionale di Madrid, Bajaras. fonte foto: CNN

Gli aerei hanno iniziato a decollare nuovamente dai maggior aeroporti spagnoli, ma come ha riportato l’ente aeroportuale spagnolo Aena, i disagi hanno ancora bisogno di tempo per essere assorbiti, per via della riorganizzazione della mappa dei voli e del coordinamento con gli altri aeroporti europei, che nelle ore scorse hanno annullato i voli non solo sulla Spagna, ma anche, come ha dato ordine la Ryanair, sul Portogallo.

Le interminabili code che si sono formate innanzi agli sportelli inavvertitamente chiusi, hanno ora iniziato a scorrere. Si stima che siano oltre 650.000 le persone colpite da questa rivendicazione sindacale, assolutamente fuori luogo per una Spagna che si era organizzata per spendere al meglio i giorni di festa, che proseguono nella Nazione iberica sino a mercoledì.

Allo scalo di Madrid il clima tesissimo ha anche portato a diverse feroci contestazioni dei passeggeri nei confronti dei controllori di volo, per le modalità con cui hanno deciso di protestare contro gli orari di lavoro. Un oltraggio per molti lavoratori che non hanno voluto sentir parlare di scioperi e diritti. Fermi, per ore, ad attendere un volo che non ne ha voluto sapere di decollare. E così le mete attese sono divenute prime incerte ed infine annullate.

Dalle torri di controllo, 700 operatori hanno abbandonato la propria postazione e se ne sono andati.

E così il Governo ha calato la mano ed ha replicato in modo altrettanto duro, esemplare.

La Spagna, dai tempi del franchismo , oltre 35 anni fa, non si avvaleva di una legislazione straordinaria per ripristinare una situazione di normalità.

Il caos costerà caro ai controllori di voli. Lo sciopero in queste modalità non è accettabile e José Blanco López, Ministro dei lavori pubblici e dei Trasporti, socialista e molto vicino ai lavoratori, non ha esitato ha condannarlo definendolo un vero e proprio attacco alla democrazia.

Di concerto il Primo Ministro Zapatero, che, indetto lo stato di allerta, potrà condannare gli stessi disertori in base al reato di disobbedienza previsto dal codice penale militare, come riportato nel bollettino ufficiale del governo.

Nelle scorse ore Aena ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti di 442 accertati operatori che hanno leso l’integrità del sistema e dei viaggiatori con la loro mossa avventata. Alcuni operatori saranno licenziati, altri sospesi temporaneamente.

Si sta parlando di una classe altamente pagata. La media stipendi parla di oltre duecentomila euro netti annui, con punte che sfiorano le 900 mila.

Le proteste da parte della classe sono iniziate all’insorgere dell’austerity, termine familiare ai lavoratori di mezza europa. Ed anche, ahimé, a molti ex-lavoratori.

La riforma parlava di riduzione degli orari straordinari e ridimensionamento dei pagamenti delle stesse ore, attraverso un sistema che prevedeva una implementazione dell’organizzazione a fronte delle perdite ingenti che Aena accumula annualmente. Dal sito ufficiale della stessa compagnia un bollettino cerca di assicurare i viaggiatori, sul ritorno alla normalità e che 286 su 296 controllori sono regolarmente al lavoro; gli altri 10 sono assenti ingiustificati.

Troppo tardi. Molti spagnoli hanno perso l’aereo, l’albergo, la propria vacanza. Si parla di una nazione che incorpora un tasso di disoccupazione del 20% e con una fetta della popolazione stessa che a stento riesce ad arrivare dignitosamente a fine mese. Capibili le accuse dei passeggeri, e la richiesta unanime di una pena esemplare per una categoria che rappresenta una vera e propria casta.

Il maggior partito d’opposizione ha parlato di incapacità del Governo nel saper gestire la trattativa ed impedire la degenerazione. Secondo lo movimento politico, il governo non ha fatto altro che rafforzare il potere in mano a questa casta.

Il vicepresidente e Ministro degli Interni, Alfredo Perez Rubalcada, ha riferito che una protesta simile, così violenta non si ripeterà mai più in Spagna.

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