Breaking News — 19 ottobre 2010

Il Messico sta vivendo un periodo di inaudita violenza, il governo non riesce a controllare l’espandersi della guerriglia tra le organizzazioni armate che controllano il sempre più fiorente mercato della droga e gli Stati Uniti, preoccupati per l’esacerberazione degli episodi nei pressi del confine interessato dal fenomeno hanno parlato chiaramente di un intervento del famoso Plan Colombia.

I funzionari continuano a ribadire che la guerriglia e le morti violente riguardano i soli narcotrafficanticivili e non coinvolgono i , ma la realtà è un’altra. Il sistema politico non è all’altezza di gestire l’insicurezza che si avverte sempre più, la struttura sociale carente favorisce le nuove reclute, pescate spesso tra una gioventù in balia di povertà o disequilibri tra differenti aree.

Alcune zone sono diventate ingestibili e l’esercito fatica a condurre una verra e propria guerra con truppe guerrigliere armate sino ai denti ed in grado di tere testa alle offensive della polizia. Non è un caso che siano gli stessi poliziotti ad ammettere di temere fortemente gli scontri che generano un bollettino drammatico da ambo le parti.

Gli stessi Stati Uniti sono stati costretti a chiudere a fine luglio il proprio consolato nella turbolenta Ciudad Juarez, giustificandolo come un ” riesame della sicurezza”.

Da giorni, nel corso di una vacanza ad Acapulco, sono scomparsi nel nulla 20 turisti. Sono trascorse due settimane da allora e l’unica cosa che si avverte è la forte tensione tra i familiari degli uomini ed alcune alte cariche governative, che hanno manifestato forti dubbi su cosa gli uomini stessero realmente facendo, lasciando intendere ad un loro coinvolgiemento nella guerra tra i cartelli della droga.

Generare questi sospetti è una mossa politica utilizzata per tranquillizzare i cittadini e far capire quanto la guerriglia non sia radicata nella vita quotidiana. Questo sistema di propaganda offende le coscienze dei numerosi civili che perdono la vita quasi ordinariamente, negli agguati che avvengono per le strade e i cui bersagli sono spesso indifferenziati.

Il mistero, dal 30 Settembre scorso, avvolge questo gruppo di lavoratori, tra i 17 ed i 58 anni, che aveva deciso di prendersi una vacanza di qualche giorno e rilassarsi beatamente sulla spiaggia. I 20, hanno ricordati i familiari, rispondendo alle insinuazioni del Governatore dello Stato di Guerrero Zeferino Torreblanca Galindo, non hanno mai avuto alcun contatto o alcun tipo di legame con esponenti delle bande armate. Erano lavoratori onesti, come risulta dalla fedina penale immacolata di tutto il gruppo.

Allo sdegno dei familiari per le parole di Torreblanca (“non credo proprio che qualcuno potrebbe mai attaccare un gruppo di turisti mentre prende il sole sulla spiaggia”), che ha poi ritrattato in una nota ufficiale le proprie dichiarazioni, si sono aggiunte quelle del Ministro del Turismo Messicano Gloria Guevara, che ha alimentati i dubbi di colpevolezza dei 20 uomini, marcando su come essi non possano essere definiti turisti. Generalmente coloro che sono solita considerare turisti, ha proseguito il Ministro, vanno in vacanza accompagnati dalle proprie famiglie, pernottano in albergo e sottostanno a certe prassi organizzative”

La risposta dei parenti è esplosa ed ha condannato il governo per queste calunnie rilasciate. Essi hanno mostrato ai giornali le carte che comprovano il pernottamento degli stessi in un albergo per tre notti e hanno riferito che la risposta di Guevara rappresenta la totale mancanza di responsabilità assunta dal Ministro.

Il Presidente Calderon è così intervenuto nella vicenda ribadendo l’impegno preso per combattere le bande legate al narcotraffico, ha appoggiato le famiglie marcando l’attenzione sul fatto che i rapiti non avessero alcun rapporto con le gang e come questo sia testimoniato chiaramente dal loro passato, dai ritrovamenti dei loro zaini con all’interno birra, provviste alimentari e qualche sanitario e dall ’abitudine di organizzare ogni anno un viaggio tra colleghi  di pochi giorni in un posto balneare all’insegna del relax.

Se questi elementi,  per alcuni politici messicani sono evidenti segni d’appartenenza ad un gruppo di trafficanti, allora è bene che i turisti pensino due volte prima di andare in vacanza in Messico, per il rischio d’essere additati loro stessi, a presciendere dalle dinamiche, come i soli responsabili delle proprie sorti.


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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