Breaking News — 26 settembre 2010

Giorno importantissimo oggi per il Venezuela, per il governo attuale, per il suo leader Hugo Chavez e per l’opposizione.

Svegliatosi dal brutto incubo della tempesta tropicale Matthew, che è costato la vita ad otto persone e che ne ha disperso altrettante, il Venezuela dovrà mettere nero su bianco la propria identità politica e le proprie intenzioni su come costruire  il futuro.

Questa mattina, alle 5,10 ora locale (le 11,10 ora italiana) il Presidente Chavez ha lanciato l’invito a tutti i Venezuelani di recarsi alle urne e di testimoniare con una massiva partecipazione, il desiderio di continuare a costruire un Venezuela equo e socialista.

Chavez, che negli scorsi giorni ha visto il proprio account di twitter essere violato in almeno tre occasioni, ha richiamato soprattutto quelle masse di diseredati per le quali ha lavorato in questi 12 anni, ricordando il programma sociale intrapreso e che ha dato ottimi risultati, soprattutto nei primi anni, quando lo sviluppo settori importanti come quello scolastico e sanitario  erano sostenuti da una economia in salute, potendo contare sui valori stellari cui veniva ceduto il bene primo dell’economia Venezuelana, il petrolio.

Il pericolo, in queste elezioni legislative è che l’opposizione acquisti forza e consensi e che torni ad aumentare quell’astensionismo che per primo punirebbe Chavez, il personaggio che un decennio fa era riuscito a trascinare con il proprio impeto e programma, quella parte delle popolazione che da disinteressata ed emarginata era diventata una forte sostenitrice Chavista.

I 17 milioni di Venezuelani avranno il dovere di scegliere i 165 membri del Parlamento Venezuelano. Se da un lato le varie opposizioni, sono confluite in un improbabile Tavolo di unità democratica (Mud) che raccoglie i resti di partiti politici ideologicamente molto distanti tra l’oro, dall’altro il PSUV (partito socialista unico del Venezuela) punta tutto sulla figura del Presidente che si è gettato come il solito, in una campagna elettorale incentrata sulla propria carismatica figura.

Queste  elezioni, per colui che rimarrà, comunque vada, il leader, sono l’ennesima prova di democrazia in tutto e per tutto, ed impugnano quelle critiche di chi considerano il Venezuela uno Stato incentrato intorno alla figura di un Presidente che ha poteri totalitari sul proprio Parlamento.

Se i conti, alla luce d’una crisi mondiale in atto, non sono confortanti e parlano di recessione, a fronte di un PIL sensibilmente in calo, dall’altro si deve ammettere che il Venezuela precedente al leader bolivariano, era ben più arretrato strutturalmente e con una struttura sociale flebile. Inoltre recessione ed inflazione non sembrano essere comunque preoccupanti, soprattutto quando si parla di lieve inversione di tendenza economica, dopo sei anni consecutivi di crescita record. Il pericolo non è tanto una opposizione che ancora deve trovare una identità precisa e matura, quanto quella fetta di chavisti che sono in un qualche modo deluso o non completamente soddisfatti.

Un processo Rivoluzionario, che perde d’entusiasmo diventa critico sotto il profilo economico e porta con sé malcontento, ed un lavoro associato ad una estensione della corruzione statale ed una diminuzione della produzione. Il tutto dipende dalla percezione che le masse avranno dello stato reale del paese, più che su quell’aspetto basato sulla tipica propaganda pre-elettorale. Se il 2010 sarà il secondo anno consecutivo di contrazione economica, come appare seguendo le stime degli analisti (per quel che possono valere) ed il trend registrato nei primi sei mesi dell’anno, così l’esito di queste elezioni sarà una importante anticipazione sugli esiti delle elezioni Presidenziali del 2012, quando Chavez punterà a farsi rieleggere per ottenere un altro mandato di sei anni, importante per dare continuità alle camicie rosse del Presidente ed a quel processo che si è oramai avviato nel Paese.


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L'autore, ama viaggiare, conoscere e condividere le mille e più sfaccettature della realtà. Racconto nella totale indipendenza, un mix di attualità, scienza, rispetto dell’ambiente, progresso e tradizioni. La mia penna va sempre e comunque per la propria strada.

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