1% dell’1%: A New York quattro giorni di protesta del Movimento Two Countries One Voice contro il multimiliardario Carlos Slim

ITA: 1% dell’1%: A New York quattro giorni di protesta del Movimento Two Countries One Voice contro il multimiliardario Carlos Slim

ENGA coalition of immigrant rights’ groups, the Occupy Wall Street movement, the New York politicians which calls itself” ‘Two Countries One Voice”,start yesterday the  four-day protest against Carlos Slim, the world’s richest man, outside Saks’ swanky Fifth Avenue

Proteste a New York nei confronti del miliardario Carlos Slim, l’1% dell’1%

Hanno preso il via ieri a New York i quattro giorni di proteste organizzati da oltre 200 attivisti, rappresentati di varie associazioni studentesche e gruppi lavorativi, movimenti di immigrati a cui aderiscono anche alcuni politici statunitensi ed il Wall Street moviment

Slim, multimiliardario messicano, è l’uomo più ricco del mondo ed è stato designato ieri come il massimo esponente dell’1% dell’1%, a testimoniare quanto il capitale economico vada sempre più a finire nelle mani di un gruppo sempre più esiguo di persone.

L’esempio economico della torta come distribuzione delle ricchezze umane rende l’idea dell’assottigliamento della parte disponibile per le masse.

Nasce spontaneo l’istinto d’un grido che non può morire soffocato o essere asfissiato dal marciume, dai timori. Le comuni intelligenze non possono che ribellarsi ad un risultato di queste proporzioni.

La ricchezza in un sistema capitalista è simbolo di potere e a questi livelli un singolo, una società può realmente andare a prendere per mano la politica e trascinarla nel baratro fatto di interessi.

 

 

Ecco dove sta l’emergenza per chi finge di non vederla, per chi non vede aspetti antietici. Ecco perché è vergognoso non porre un limite al capitale, quali contenimento delle influenze indirette che da questo si dipartono e si diffondono nel tessuto sociale, infettandolo con irreversibili metastasi.

E’ per questo che è stata bloccata Saks Fifth Avenue, nel cuore della grande Mela, da parte dei rappresentanti di Occupy Wall Street, Dos Paises Una Voz (2 countries one voice), del Movimento studentesco Messicano Yo Soy 132, riunitisi tutti sotto il nome Two Countries  One Voice

Carlos Slim è l’uomo più ricco del mondo, il più grande investitore messicano e allo stesso tempo l’uomo accusato di aver impoverito con le sue politiche imprenditoriali legate all’attività della propria compagnia telefonica, il popolo Messicano.

Le tariffe della telefonia Messicana ed i servizi internet per comunicare con gli Stati Uniti sono molto care, approfittando dell’ingentissimo traffico legato al folto numero di migranti in territorio statunitense che si tiene in contatto con la famiglia.

Il monopolio di Telmex ha visto i prezzi a crescere a dismisura tra il 2005 ed il 2009, anni in cui il popolo messicano, secondo Organization for Economic Co-operation and Development (OECD), ha speso oltre 13,4 miliardi di dollari annui.

Carlos Slim, il baffuto ingegnere appassionato investitore di Wall Streets rappresenta l’anti solidarietà, che ha più volte criticato le donazioni e le fondazioni a scopo benefico di Bill Gates e Warren Buffet. Secondo la concezione di Slim, sarebbero i governi a dover imporre delle “scelte” popolari senza che siano i privati ad impegnarsi a versare qualche goccia d’acqua d’impegno in un deserto arido. Slim ha un impero eterogeneo di proprietà, attività, appezzamenti, industrie che spaziano in qualsiasi settore.

Slim detiene inoltre il 3% delle azioni della Apple, come quote nel New York Times ed altri quotidiani, attraverso le quali manovrerebbe l’informazione degli organi di stampa. Con il magnate Murdoch ha cercato anche di trasformare la formula 1 in una sua proprietà a tutti gli effetti.

70 miliardi di dollari il proprio patrimonio dichiarato, gli esperti stimano un reale detenuto totale che si aggira intorno ai 129 milioni di dollari, più del prodotto lordo messo insieme di Cuba, Nicaragua.

Attraverso il proprio portavoce, Carlos Slim ha deriso il movimento ”Two Countries  One Voice, accusandolo d’essere un rozzo movimento pagato, i cui manifestanti sono pagati 20-30 dollari all’ora, senza neppure sapere il motivo della protesta.

 

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